Basterà la saggezza di Napolitano?

14 agosto 2013 di fabio pizzul

Basterà l’intervento del presidente Napolitano a riportare equilibrio in un dibattito politico che pare condizionato dall’ossessione per la sorte politica e personale di Silvio Berlusconi? Può un Paese rimanere ostaggio della sorte di un suo pur importante cittadino?
Sulla vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi si sono consumate pagine molto faticose per l’Italia, soprattutto per l’innata tendenza a trasformare ogni questione in un confronto tra opposte tifoserie alla ricerca di una precaria quanto illusoria vittoria sulla parte avversa. E’ possibile andare oltre e tornare a parlare di Italia e di futuro?

Da Napolitano giunge l’invito a riportare tutto il dibattito (e gli scontri) nell’alveo delle regole delle istituzioni che si basano su una Costituzione che è ancora in grado di garantire diritti e doveri per tutti, passando dal rispetto di regole e ruoli troppo spesso dimenticati e piegati a interessi personali o di parte.
Vari commentatori scrivono oggi come l’intervento di Napolitano pare possa avere l’effetto di allungare la vita del governo Letta, soprattutto perché una crisi a soli 100 giorni dall’insediamento dell’esecutivo non farebbe bene a nessuno e non gioverebbe al tentativo di agganciare i timidi segnali di ripresa che agosto sembra consegnarci (sperem!).
Ben venga l’allentamento della tensione istituzionale, ma il governo non può limitarsi a sopravvivere, fin dalla ripresa post estiva è necessario un cambio di marcia su questioni decisive a livello istituzionale, economico e sociale.
Provo a buttar lì qualche obiettivo minimo da raggiungere al più presto.
A livello istituzionale: nuova legge elettorale, fine del bicameralismo perfetto e superamento delle province.
A livello economico: modifica radicale del Patto di stabilità, pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, sgravi fiscali per chi investe in innovazione e capitale umano, progetto Paese per l’Expo.
A livello sociale: soluzione del problema esodati, ridefinizione degli ammortizzatori sociali, nuove risorse per formazione e ricerca.
Non è tutto, ma sarebbe già molto se il governo riuscisse a offrire segnali chiari in queste direzioni.
Solo così la saggezza di Napolitano non cadrà nel vuoto e il Paese potrà andare oltre un dibattito sulla sorte di Berlusconi che pare avere tutte le caratteristiche dell’autentico tormentone estivo.

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