Cinquecento anni di storia in una biblioteca

8 agosto 2013 di fabio pizzul

e6TVb8q1wXvSXbLmGMj8GS7b2BRzk3FKjmrDMj5q3v0 Un convento del 1600, un biblioteca da più di 23mila volumi, un bibliotecario appassionato e curioso, un padre guardiano coraggioso.
Gli ingredienti per una bella storia ci sono tutti. Aggiungeteci un lago e un paese ricco di storia e di misteri e che cosa volete di più?
In qualsiasi guida turistica internazionale un luogo del genere avrebbe un posto d’onore.
Eppure la biblioteca del convento di Dongo non se la passa poi tanto bene ed è alla continua ricerca di fondi per poter sopravvivere e continuare a conservare i tesori di cui è custode. Già, dimenticavo di citare volumi di assoluto pregio, come diverse opere degli albori della stampa, alcuni del mitico Aldo Manuzio, messali, breviari e altre opere liturgiche su pregiate pergamene con preziose illustrazioni su foglia d’oro. La sala principale della biblioteca, un tempo adibita a fienile del convento, ora è un vero e proprio scrigno che consente un viaggio nella cultura italiana e lombarda degli ultimi 500 anni, proprio quelli che posso vantare molti dei volumi custoditi a Dongo.

Il bibliotecario e il padre guardiano

Il bibliotecario e il padre guardiano

La visita alla biblioteca (anche se frettolosa come quella cho compiuto nei giorni scorsi) è un’autentica sorpresa.
Un volume edito dai frati francescani del convento gioca nel titolo con la celeberrima e misteriosa vicenda dell’oro di Mussolini e afferma che il vero oro di Dongo è proprio questa raccolta di libri.
Quello adagiato sulle sponde comasche dell’alto Lario è uno dei tanti tesori di Lombardia che vanno valorizzati e custoditi. Ma le risorse sono sempre più scarse e i francescani, se un tempo vivevano tranquillamente (si fa per dire) con la questua, oggi devono fare appello a istituzioni e sempre più rari benefattori.
Ma la biblioteca di Dongo non può essere un problema solo loro, è un patrimonio e una sfida per tutti noi.
Per questo ho intenzione, su sollecitazione del padre guardiano Illuminato, di proporre alla Commissione Cultura un approfondimento e, perchè no, una visita alla biblioteca per poter favorire un progetto stabile e sostenibile per il “vero oro di Dongo”.
E se passate nella zona dell’Alto lago di Como, non perdete l’occasione di una visita. Meglio se il mercoledì, visto che in quel giorno, per tutta l’estate, in biblioteca ci sarà Alberto Traversi, il bibliotecario, ad accogliervi e a condurvi (senza guardare l’orologio) all’interno dei segreti di incunaboli, cinquecentine e manoscritti.

6 commenti su “Cinquecento anni di storia in una biblioteca

  1. Pierluca Meregalli

    Se io ne fossi capace,userei tutta la potenza del web per far conoscere nel mondo questi gioiellini. E sono sicuro che i fondi si potrebbero trovare. Forse voi potreste far da cassa di risonanza

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