Cancelliamo il reato di clandestinità

16 luglio 2013 di fabio pizzul

Famiglia Cristiana lancia, attraverso il suo sito, una raccolta di firme per abolire il reato di clandestinità. L’iniziativa, che si ispira alle parole di papa Francesco nella visita a Lampedusa.
Secondo Famiglia Cristiana “le parole del Papa a Lampedusa hanno messo a nudo l’assurdità di una legge che offende la dignità umana”.
Io ho già firmato.
Qui il link per firmare la petizione di Famiglia Cristiana

Sul tema, sempre dalle pagine di FC, è intervenuto anche il vice presidente del Csm Michele Vietti: “Immaginare che la condizione di clandestinità, connessa al semplice ingresso nel territorio dello Stato senza autorizzazione, sia di per sé un reato, significa espandere in maniera eccessiva l’ambito del diritto penale, senza peraltro disporre degli strumenti applicativi”.
“Ma significa anche – aggiunge Vietti – sottovalutare la problematica di ordine etico sottesa alla necessità di uomini e donne, giovani e giovanissimi, alla ricerca di una via di fuga, nella migliore ipotesi dalla miseria, quando non dalla morte”. Per il vice presidente del Csm “il diritto penale deve perseguire singoli atti criminali, non situazioni soggettive legate ad esigenze migratorie che, se anche non assurgono tutte alle condizioni legali di rifugiati o asilanti, hanno quasi sempre alle spalle condizioni di necessità”.

2 commenti su “Cancelliamo il reato di clandestinità

  1. Pierluca Meregalli

    Chi cerca disfuggire alla fame, mi sa che farebbe meglio a cercare altri lidi. Il reato di immigrazione clandestina lo abolirei perchè per molti motivi non è concretamente applicabile. Ma non condivido l’eticismo di Famiglia Cristiana quindi non firmerò la petizione. Stiamo andando alla malora come Nazione, temo che anche con le migliori buone intenzioni, non abbiamo le condizioni minime di coesione sociale e ormai anche di disponibilità economiche per farci carico di accogliere e dar da vivere a chiunque bussi alla nostra porta. Diverso sarebbe il caso se si sapesse o volesse definire una griglia di accesso sufficientemente larga ma non tale da accettare in ingresso chiunque e in qualunque numero. Se poi ci mettiamo anche le manovre torbide dei Kazaki (e degli Inglesi) e le nostre incapacità ed inettitudini, rischiamo solo di fare un pasticcio cosmico e trasformarci in una Repubblica neanche delle banane ma dei cialtroni.

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