Spariscono treni tra Milano e Venezia. Sono i frutti della Macroregione?

15 luglio 2013 di fabio pizzul

Se i primi risultati del cammino verso la Macroregione del Nord (con le maiuscole in ossequio alle indicazioni del capogruppo della Lista Maroni), ne facciamo volentieri a meno.
La soppressione di ben 8 treni regionali sulla linea Milano-Brescia-Verona-Venezia con l’avvio del prossimo orario invernale penalizzerebbe pesantemente i pendolari lombardi.

Le motivazioni risalgono a problemi di bilancio della Regione Veneto che, causa minori trasferimenti dallo Stato, non avrebbe più a disposizione i 4/5 milioni l’anno per finanziare i convogli in questione.
E pensare che solo qualche mese fa i governatori del Nord sull’asse Torino-Milano-Venezia in quel di Sirmione avevano promesso solennemente che si sarebbero dati da fare per migliorare i collegamenti ferroviari dell’area di loro competenza…
Non sarà facile che Trenord possa supplire alle cancellazioni venete, perché dovrebbe trovare il personale e le carrozze in più necessari per garantire i treni, a fronte di un bilancio già molto sotto pressione (anche per le penali collegate alla Waterloo del dicembre 2012).
A quanto pare ci sarebbe già stato, nei giorni scorsi, un incontro al vertice tra gli assessori regionali ai trasporti lombardo e veneto che hanno concordato di aumentare il pressing su Roma, ma i segnali non paiono confortanti.
Insomma, da dicembre tra Milano a Venezia l’unico collegamento diretto potrebbe essere garantito dai treni Frecciabianca, che hanno tariffe più care di quelle dei regionali. Chi volesse continuare a utilizzare i più economici regionali dovrà obbligatoriamente cambiare a Verona con un inevitabile allungamento dei tempi di percorrenza.
Nell’ormai prossima discussione sull’assestamento di bilancio per Regione Lombardia non mancheremo di farci sentire per evitare questa vero e propria beffa per i pendolari lombardi.

3 commenti su “Spariscono treni tra Milano e Venezia. Sono i frutti della Macroregione?

  1. Pierluca Meregalli

    Ma,anche se si riducono i trasferimenti dal centro,proprio non è assolutamente ipotizzabile una riduzione dei costi della struttura burocratica,piuttosto che un taglio dei servizi? Siamo proprio sicuri che i nostri costi di struttura non si possano comprimere? E’ vero che le altre Regioni fanno peggio di noi, ma non mi pare questa una ragione sufficiente. Quando vedo il megagalattico grattacielo della Regione Lombardia, qualche sospetto di spreco mi sfiora la mente.

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