Ancora in attesa della sentenza sul concordo presidi

3 luglio 2013 di fabio pizzul

In attesa della sospiratissima pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato sul concorso per dirigenti scolastici della Lombardia, mi giunge un altro commento che pubblico volentieri.
Vengo accusato, come leggerete, di tiepidezza e insensibilità nei confronti delle ragioni dei vincitori del concorso. Accolgo le critiche, ma preciso che il mio atteggiamento è semplicemente quello di attendere la sentenza del Consiglio di Stato. Nella speranza che possa giungere una sentenza che possa fare chiarezza e riconoscere i diritti di coloro che hanno sostenuto il concorso. Con l’impegno, una volta conosciuta la sentenza, a far sì che la scuola lombarda possa contare al più presto su nuovi dirigenti.
Rimane una sensazione: chi parla e si occupa dei temi si espone a sacrosante critiche, chi non si espone o si esprime a comando non rischia mai nulla.

Buonasera prof. Pizzul,
sono Simonetta Cavalieri, un’idonea del concorso per Dirigenti Scolastici della Lombardia, docente di scuola superiore da 28 anni ed elettrice del PD da sempre.
Le scrivo per esprimerle il mio disappunto in relazione al suo articolo pubblicato il 25/06 u.s.
Abbiamo già avuto modo di incontrarci e di discutere in merito alla vicenda in cui sono coinvolta, a settembre, negli uffici della Regione, e già allora mi era parso di cogliere nelle sue parole una certa ambiguità ed uno scarso interessamento per la nostra situazione, solo un rimando al giudizio del Consiglio di Stato e una formale preoccupazione per la situazione di emergenza in cui si trova la scuola lombarda senza presidi.
Francamente mi aspettavo qualcosa di più da un esponente del mio partito di riferimento.
Ma ora leggere certe sue affermazioni mi genera un forte disagio e disappunto che voglio esprimerle in modo chiaro e sintetico.
Innanzi tutto mi verrebbe da chiederle perché si sente a disagio di fronte alla parola “paradossale” riferita alla situazione in cui si trovano da un anno 406 persone? Cosa le crea imbarazzo?
Non è forse paradossale che alcuni candidati ad un concorso selettivo, non ammessi alla prova orale, abbiano adottato come unico modo per avere soddisfazione di un presunto torto subito la richiesta di annullamento della procedura concorsuale?
Non è forse paradossale che uno dei suddetti ricorrenti, senza alcun titolo, si trovi oggi a dirigere un ufficio amministrativo percependo un compenso annuo di circa 150 mila euro?
Non è forse paradossale che l’amministrazione che ha gestito tutto l’iter concorsuale, con un ingente dispendio di risorse dello stato, si trovi ora nelle condizioni di vedere annullata la procedura e, senza colpo ferire, si disperdano le tasse dei cittadini a causa di presunte violazioni in astratto di un principio della Costituzione, violandone altresì un altro non meno importante, ossia il buon andamento della pubblica amministrazione?
Non è forse paradossale che ricorrenti tanto sensibili e onesti, che hanno a cuore la giustizia e il rispetto dei principi della Costituzione, tramino per accordarsi e trovare una transazione con l’amministrazione al punto di richiedere a noi, idonei, di aiutarli ad uscire dal pantano che loro stessi hanno generato, auspicando una soluzione extragiudiziale?
Non è forse paradossale che l’USR, al termine dell’espletamento della procedura concorsuale, in attesa che il TAR Lombardia si esprimesse sul ricorso presentato ha tardato a pubblicare le graduatorie di merito, togliendo a noi idonei il diritto di esistere in quanto tali e di poterci costituire davanti al tribunale amministrativo, e che per questa leggerezza, oltre a quella presunta della busta trasparente, ad oggi non sia stato avviato alcun procedimento disciplinare nei confronti dei responsabili della procedura concorsuale?
Sentire che da parte di un rappresentante politico regionale non c’è alcuna valutazione in merito a queste distorsioni del sistema è davvero inquietante, se penso poi che lei dovrebbe rappresentare tutti i cittadini che si riconoscono nei valori della sinistra. Sono sbigottita.
Ci definisce degli aspiranti presidi rassegnati. Mi spiace doverla contraddire, non siamo per nulla rassegnati, siamo riusciti a costituire un gruppo, una rete di 380 idonei, forte e coesa, patrocinata da un importante studio legale del foro romano. Siamo diventati interlocutori in prima persona, senza mediazione alcuna, di istituzioni, sindacati, politici, amministratori … esprimendo a tutti in modo forte e chiaro quali sono le nostre ragioni e rivendicando il diritto che ci è stato brutalmente sottratto.
La nostra forza siamo noi, i 380.
Ilnome della nostra portavoce, Amanda Ferrario, è noto in tutti gli ambienti.
Forse solo lei non si è accorto della nostra esistenza e ha preferito rimandare alla sentenza del Consiglio di Stato il nostro riconoscimento. Ma questo è un suo problema o delle persone a lei più vicine, per quanto riguarda il famoso concorso.
Non siamo rassegnati, siamo combattivi più che mai e fiduciosi in una sentenza che ci darà ragione, forti della consapevolezza di aver partecipato e portato a termine con onestà e correttezza un iter amministrativo attraverso una selezione concorsuale estremamente rigorosa.
Io sono e mi sento una vincitrice di concorso, anche senza il suo placet, e non perché lo sancirà la sentenza del Consiglio di Stato, chiamato ad esprimersi sulla validità della procedura.
Sono davvero dispiaciuta per le sue parole, poco chiare e di parte.
Non si addicono ad una figura istituzionale e ad un rappresentante delle istituzioni, che dovrebbe essere ispirato da valori quali la giustizia, la lealtà, l’imparzialità.
Grazie per l’attenzione
Simonetta Cavalieri

Un commento su “Ancora in attesa della sentenza sul concordo presidi

  1. Simonetta Cavalieri

    Buonasera prof. Pizzul,
    Innanzi tutto la ringrazio per non essersi sottratto alle critiche pubblicando il mio commento. Questo le fa onore.
    Apprendo che, come noi, anche lei è in trepida attesa della sospirati sisma sentenza del Consiglio di Stato.
    Mi sarebbe piaciuto leggere che le sue speranze , come le nostre, sono rivolte al riconoscimento dei diritti di coloro che il CONCORSO LO HANNO SUPERATO E VINTO e non semplicemente SOSTENUTO, sui quali contare al più presto per il bene della scuola lombarda.
    È chiaro che le nostre speranze, mie e sue, non si collocano dalla stessa parte.
    Ma è altrettanto chiaro che solo la sentenza riconoscerà i diritti dei vincitori di concorso.
    Concordo pienamente con lei rispetto a : “chi si occupa dei temi si espone a sacrosante critiche, chi non si espone o si esprime a comando non rischia mai nulla”!!!!!!!
    Questo vogliamo da politici, amministratori e istituzioni: OCCUPARSI DI TEMI.
    La ringrazio nuovamente per l’attenzione accordatami e spero vorrà festeggiare con noi il tanto sospirato verdetto.
    Simonetta Cavalieri

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