Le avventure del marchese di Arconate

25 giugno 2013 di fabio pizzul

Non me ne voglia il vice presidente Mantovani, ma dopo aver sentito oggi il suo intervento in aula con il quale difendeva la sua idea di aver diritto di rimanere consigliere regionale e sindaco del suo comune perchè non avrebbe fatto alcun danno e perchè così avrebbe rispettato la volontá popolare, sono sobbalzato sulla sedia e ho dovuto intervenire.
Quando si invoca la volontá popolare come criterio assoluto (ovvero slegato da qualsiasi limite e correttivo), a mio parere ci si addentra in una zona molto pericolosa per la democrazia. Se poi chi fa queste affermazioni lascia intendere di sentirsi indispensabile per la felicitá dei suoi cittadini… Con grande rispetto, caro Mantovani, ma proprio non ci siamo. Rispetto le sue decisioni e non mi permetto di ergermi a giudice di chi ha più esperienza, competenza e autorevolezza di me, ma mi permetta di non essere d’accordo con le sue parole e il suo atteggiamento.

Aggiungo qualche altra considerazione.

Dal punto di vista normativo, le cariche di consigliere regionale e di sindaco sono incompatibili. Le ragioni sono molteplici: evitare possibili conflitti di interessi tra le due attività, evitare l’incrostazione di posizioni dominanti e favorire il ricambio della classe politica, evitare che gli impegni di una carica impediscano il piano adempimento dell’altra e viceversa.
Si tratta di ragioni solide e ragionevoli, che hanno obbligato alcuni consiglieri regionali a dimettersi dalla carica di sindaco prima di potersi candidare o appena dopo. Mancano ancora all’appello le dimissioni di un unico consigliere, quelle del Vice Presidente della Giunta Mario Mantovani, sindaco di Arconate. Oggi il Presidente del Consiglio regionale Cattaneo, su indicazione della Giunta delle elezioni votata dal Consiglio con una incomprensibile astensione di Pdl e Fratelli d’Italia, lo ha invitato formalmente a dimettersi entro 10 giorni da una delle due cariche.

Durante il dibattito sollevato in aula dallo stesso Mantovani circa l’opportunità di modificare questo aspetto normativo per il futuro, sono state addotte dal Pdl alcune motivazioni a sostegno del fatto che le due cariche non siano più da considerare incompatibili. Alcune argomentazioni hanno davvero dell’incredibile:

C’è chi ritiene che fare il sindaco e contemporaneamente il consigliere regionale o l’assessore sia un bene per gli elettori, che sono contenti di vedere il proprio primo cittadino fare carriera.
Chi è convinto che fare il sindaco faccia bene a un consigliere regionale e viceversa.
Chi ritiene che costringere i cittadini al voto, perché il sindaco è diventato consigliere regionale sia ingiusto.
Chi argomenta che il popolo è sovrano, pertanto non debbano esserci limiti di carica per chi si è sottoposto al voto dei cittadini.

La legge nazionale consente ai sindaci dei comuni fino a 15.000 abitanti di rimanere in carica qualora siano eletti parlamentari, obbligandoli a godere alla sola retribuzione di parlamentare, il che comporta anche un risparmio per i comuni che ha fatto dichiarare a un consigliere che questa dovrebbe essere la strada maestra per tagliare i costi della politica!
Vi assicuro che il dibattito di oggi in aula ha avuto passaggi davvero incredibili.
Ironicamente mi vien da pensare che forse qualche cittadino abbia votato il proprio sindaco per liberarsene più che per essere orgoglioso di vederlo in Consiglio Regionale, viste le affermazioni degne di una vera e propria preso di possesso personale delle istituzioni emerse in aula.
Ciliegina sulla torta, è stato detto che bisogna modificare la legge sulle incompatibilità e consentire ai consiglieri regionali, eletti con le preferenze, di avere lo stesso trattamento dei parlamentari, che per di più sono nominati dai partiti, ovvero possano cumulare alla carica di consigliere quella di sindaco. Perdonatemi, ma io (soprattutto dopo il dibattito di oggi) sono convinto del contrario, ovvero che sarebbe bene che un parlamentare non facesse più il sindaco.
Sarò illiberale e moralista, ma la penso così.

Un commento su “Le avventure del marchese di Arconate

  1. Enzo

    Ma questi pesonaggi si ritengono davvero così indispensabili? Forse che ad Arconate non ci sono altri cittadini in grado di fare il Sindaco? O sono sudditi?

    Replica

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