Ok ai tagli, ma serve un sussulto di dignitá

18 giugno 2013 di fabio pizzul

Il Consiglio regionale discute oggi dei tagli ai costi della politica, a partire dallo stipendio dei consiglieri. Al 40% del taglio sullo stipendio dei consiglieri, si aggiunge un 90% di tagli sulle risorse a disposizione dei gruppi.
Un provvedimento obbligato, in recepimento delle normative nazionali, ma deve essere anche un’occasione per recuperare fiducia e credibilitá.
Qui di seguito una ampia sintesi del mio intervento in aula.

Non avrei mai immaginato di dover essere soddisfatto per essermi ridotto lo stipendio.

La dignitá di un’istituzione non si misura in euro, ma neppure in spazi mediatici.
Taglio dei costi è sacrosanto e necessario, ma non può diventare uno strumento per “dare una lezione” a qualche altra istituzione o per mettere in discussione surretiziamente il patrimonio delle autonomie italiane.

Entrando in quest’aula si dovrebbe percepire una preoccupazione per la vita dei cittadini lombardi e per il futuro di questa nostra regione
Quello di oggi è un obbligo, ma deve diventare un’occasione
L’obiettivo comune non deve essere solo il taglio, ma il recupero di fiducia in questa istituzione

Come si recupera fiducia?

Anzitutto con la trasparenza, che comincia dalla chiarezza e dalla comprensibilitá delle norme. La semplificazione è utile, la chiarezza fondamentale, ma devono essere accompagnate da un atteggiamento trasparente e responsabile di chi siede in questa assemblea. Nel passato, purtroppo non abbiamo dato grandi prove in questa materia.

Ogni qual volta interveniamo preoccupandoci più dell’effetto che le nostre parole potranno avere sui nostri elettori o dello spazio che ci consentiranno di ottenere sui media che della distruggiamo una piccola parte del capitale di fiducia e del credito che questa nostra assemblea possiede nei confronti dei cittadini. E recuperare il terreno perduto è complicatissimo.

La fiducia può essere poi mantenuta e alimentata se siamo capaci di realismo, sobrietá e rigore (su noi stessi prima di tutto).

Non sarà certo questo provvedimento a farci ottenere tutto questo, ma forse può essere un piccolo passo nella direzione giusta. Anche se quello che ho sentito nel dibattito non mi lascia del tutto tranquillo in ordine alla sobrietà e al rigore (in senso morale e non economico).

Ma veniamo al merito del provvedimento.

Abbiamo condiviso il cammino e accettato la mediazione.

Ora però pensiamo giusto chiedere qualche passo in avanti.
– anche la Giunta faccia la sua parte (-10% non basta, ai gruppi è stato chiesto il 90%)
– anche la struttura dirigenziale si assuma la sua responsabilitá (-20% per tetto retribuzione stabilito da odg)

Ultima questione: con un emendamento chiedo che venga ridotta del 50% l’indennitá di carica per chi sceglie di non chiedere l’aspettativa e per chi continua a svolgere in maniera significativa la propria attivitá professionale autonoma. Chi decide di fare a tempo pieno il consigliere regionale non va premiato, ma chi fa altre scelte, legittime, credo che non debba essere messo sullo stesso piano.
La riduzione che propongo ha funzione più che altro simbolica e non va creare disparitá di trattamento, anche perchè la penalizzazione sarebbe abbondantemente compensata dagli introiti dell’attivitá aggiuntiva.
Mi parrebbe un bel segnale per sottolineare come noi tutti non siamo qui solo per quanto riceviamo sul conto corrente a fine mese, ma perchè abbiamo a cuore il presente e il futuro della nostra regione.

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