A quale societá parliamo?

13 giugno 2013 di fabio pizzul

Sul sito BBC Science è stata pubblicata nei giorni scorsi una sintesi di una ricerca sulla societá britannica.
Mike Savage della London School of Economics e Fiona Devine della University of Manchester hanno scandagliato le classi sociali britanniche grazie a un questionario che ha coinvolto oltre 160mila persone.
Emerge un nuovo modello sociale con sette classi sociali e alcune sorprese che mettono in discussione alcuni luoghi comuni.

La nuova classificazione si basa sulle condizioni economiche, sociali e culturali che gli studiosi definiscono come “capitale” a disposizione dei cittadini.

Ecco, in estrema sintesi, i risultati con le nuove classi che comporrebbero la societá britannica.

Elite
È la classe privilegiata in GB: ha alti livelli in tutti e tre i capitali. La sua grande disponibilitá di capitale economico la rende non assimilabile con qualunque altra.

Classe media stabilizzata
I membri di questa classe hanno alti livelli di tutti e tre i capitali ma non così alti come l’Elite. Sono una classe gregaria e culturalmente impegnata.

Classe media tecnica
È una nuova, piccola classe con un elevato capitale economico, ma sembra meno impegnata culturalmente. Ha relativamente pochi contatti sociali ed è per questo meno socialmente impegnata.

Nuovi lavoratori affluenti
Questa classe ha medi livelli di capitale economico e livelli più alti di capitale culturale e sociale. È un gruppo giovane e attivo.

Lavoratori emergenti nei servizi
Questa nuova classe ha un livello basso di capitale economico ma ha alti livelli di capitale culturale “emergente” ed alto capitale sociale. Questo gruppo è giovane e opera spesso in aree urbane

Classe lavoratrice tradizionale
Questa classe possiede bassi risultati in tutte e tre le forme di capitale, anche se non rappresenta il gruppo più povero. L’etá media di questa classe è più elevata di quella delle altre.

Precariato
È la classe più deprivata di tutte con bassi livelli di capitale economico, sociale e culturale. Le vite quotidiane dei membri di questa classe sono precarie.

I due ricercatori osservano, a commento dei dati, Come gli stereotipi novecenteschi della classe media e della classe lavoratrice siano ormai datati. Solo il 39% degli interpellati possono essere inseriti in queste due classi.
I molto ricchi e i molto poveri sono ancora con noi nel 21* secolo.
La classe lavoratrice tradizionale sta cambiando. È più piccola che in passato. Le nuove generazioni sono più probabilmente parte dei lavoratori affluenti o dei lavoratori emergenti dei servizi.
La classe media tecnica è meno impegnata culturalmente, mentre i lavoratori emergenti dei servizi partecipano ad attivitá molto variegate che solo vagamente possiamo definire culturali.
Gli estremi di questa classificazione sono molto importanti. L’Elite e il Precariato spesso sono dimenticate con maggiore attenzione alle classi medie e lavoratrici che però non costituiscono ormai la maggioranza della popolazione.

Uno studio che può sembrare solo una curiositá sociologica, ma che può farci riflettere sul nostro modo di guardare alla realtá sociale. Anche in Italia. La politica dovrebbe far tesoro di queste analisi, perchè rischia talvolta di rivolgersi a classi sociali che non esistono più o si sono trasformate in modo ormai irreversibile.

2 commenti su “A quale societá parliamo?

  1. sara finzi

    Maqueste cose interessano i politici chiusi nelle loro stanze e che non hanno contatti ne con le sezioni ne con il territorio? Quando sento parlare bersani del partito come la ditta mi viene un brivido, quando bersani che parla di lavoratori ndr parla solo con i sindacati,quando bersani, ha lasciato in anni e anni una politica contro i giovani deve dirmi cosa vuole e se posso ancora votare il pd….che sta diventando un nulla autoreferenziale dove non si decide nulla di nulla! Dove non si è capito se il pd saràun partito socialista, un partitoliberal democratico o cos’altro ancora.Già detto a Letta,è gente che deve andare a casa,gli errori che questo partito imbalsamato fa sono fuori da qualsiasi accettabuilità! Infatti daquesto momento sono liquida e voglio vedere chi e cosa! non le campagne vaghe di bersani che ci hanno portato alla sconfitta.

    Replica
    1. ermanno eugeni

      Non concordo conl’analisi che stai facendo della vita breve del PD , cose me fossi la PERSONA di Bersani il responsabile dei problemi che ci sono nel Partito. Io invece nel Partito ci sono entrato proprio alla PROPOSTA che il PD ha fatto e continuerà a fare del Cambiamento del Paese , così come Bersani ha ceracto di attuare , salvo trovarsi in casa 101 tiratori scelti………………Io faccio parte di quella classe media tecnica , ma sempre di più sento che cè una continua “pressione” verso il basso per poter utilizzare le nostre sapienze , le nostre concoscenze per aumentare il profitto di chi investe soldi per fare altri soldi . Lecito , giusto , ma a me hanno insegnato anche il valore del “giusto guadagno” , e della responsabilità sociale dell’impresa che nel nostro dibattito interno è stato espulso come valore su cui costruire un blocco sociale che siproponga di Governare il Paese. Quindi NESSUN uomo forte , o uomo al Comando di un Partito plurale , ma una figura che sia garanzia di una linea POLITICA basata non sulle personalità , ma sui valori da perseguire.

      Replica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *