Taglio dei costi della politica – atto secondo

6 giugno 2013 di fabio pizzul

Domani mattina le commissioni I e II del Consiglio regionale continueranno in seduta congiunta l’esame del provvedimento che prevede tagli al compenso dei consiglieri e alle risorse a disposizione dei gruppi.
Ma che cosa cambia nel trattamento economico dei consiglieri?

All’inizio della IX legislatura il mio netto mensile (per 12 mensilità) si aggirava intorno ai 9400 €. A questi si dovevano, di fatto, aggiungere (come retribuzione differita) circa 2300 € che confluivano nel fondo per vitalizio e trattamento di fine mandato. All’epoca, infatti, un consigliere, dopo una legislatura completa, poteva contare su un vitalizio pari a circa 1200 € mensili dal compimento del 60° anno e a una liquidazione (trattamento di fine mandato) pari a una annualità per legislatura.
A questa retribuzione effettiva, andava aggiunto il corrispettivo di 11 viaggi aerei Milano-Roma come ulteriore rimborso annuo e una cifra teorica aggiuntiva per spese di espletamento di mandato (calcolo, ribadisco, puramente teorico che scaturisce da una suddivisione tra tutti i consiglieri del budget per il funzionamento del gruppo) dietro presentazione di scontrini e giustificativi pari a circa 36mila € all’anno.

Ricapitolando:
a – stipendio mensile ( tra indennità tassata e spese per trasporto missione e diaria non tassati) 9400 €
b – contributo per vitalizio e TFM – 2300 € al mese
c – 11 viaggi Milano – Roma (cifra ipotetica 3000 €)
d – rimborso spese dietro presentazione scontrini e giustificativi o cifra a disposizione per pagamento eventuali collaboratori (fino a un max teorico di 36mila € all’anno)
Totale teorico mensile: 13150 €

Dopo l’approvazione della legge, quindi da luglio 2013:
Ci sarà la sola voce “a” onnicomprensiva dello stipendio mensile (tra indennità tassata – 6300 € – e rimborso forfettario non tassato – 4200 €-) 7750 €
Sono dunque sparite le voci “b”, “c” e “d” e tutto, dai rimborsi alle spese per il mandato ai contributi che ciascun consigliere versa al partito, è compreso qui dentro.

Un taglio che supera il 40% e che pone il consiglio regionale lombardo, soprattutto per il taglio delle risorse a disposizione dei gruppi, come tra i più virtuosi del Paese.
Basta? Diffiicile dirlo, almeno seguendo criteri oggettivi e condivisi.
I tagli però sono arrivati e non sono certo lievi.
Quello dei consiglieri rimane un signor stipendio e gli eletti devono fare di tutto per onorarlo facendo fino in fondo il loro dovere istituzionale.

Un commento su “Taglio dei costi della politica – atto secondo

  1. Max

    Si ma anche dopo i tagli e’ comunque uno stipendio netto assolutamente fuori misura . Tra l’altro mi piacerebbe sapere quale e’ la retribuzione annua lorda che e’ in effetti quello che conta veramente se si vuole stabilire e capire qual’e’ il costo effettivo per la comunità’ di un “semplice” consigliere regionale .
    Per esempio, soprattutto in questo momento storico , gli stipendi di un amministratore delegato e/o di un imprenditore di una media azienda italiana non arriva assolutamente alle cifre percepite da un consigliere regionale ; la differenza e” che un AD o un imprenditore ha la responsabilità’ su tutta la dinamica aziendale oltre che su decine o centinai di persone ……e delle rispettive famiglie . Prova a pensare …..

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