Cara CRS addio. É stato bello e… Costoso.

31 maggio 2013 di fabio pizzul

Sembrava una banale domanda in un’ordinaria audizione e si è trasformata in una vera e propria notizia bomba. Giovedì scorso in Commissione I sono stati ascoltati i rappresentanti di Lombardia Informatica (Lispa). Verso il termine dell’incontro, ho sussurrato all’orecchio del collega Gaffuri, che stava per porre una domanda, qualcosa del genere: “Già che ci sei, chiedi notizie sulla compatibilità della CRS con la carta nazionale del Ministero”. Luca ha posto la domanda e dal direttore di Lispa è arrivata una candida ammissione: “nessun problema di compatibilità: da settembre cominceremo a usare la carta nazionale”.
Come dire: rottamiamo la CRS regionale perché non è compatibile con gli altri standard.
Non so a voi, ma a me è arrivata la nuova CRS non più tardi di qualche mese fa. Alla faccia della virtuosità lombarda.

Entro due anni la carta regionale dei servizi sarà dunque un ricordo. A partire da settembre, infatti, verranno sostituite le tessere in scadenza con la carta nazionale dei servizi, l’omologo nazionale della card lombarda, in ottemperanza a una decisione assunta lo scorso anno dal governo Monti. Lo hanno dichiarato mercoledì mattina in commissione Bilancio i vertici di Lombardia Informatica, la controllata regionale del ramo informatico, interrogati in proposito dai consiglieri del Pd.
Più volte la carta era entrata nel mirino di noi consiglieri di opposizione, soprattutto per gli alti costi. Pensate che, tra il 2002 e il 2011, è costata a noi lombardi un miliardo e 530 milioni.
Occorre dire che nel tempo la carta ha assunto in sé una serie di servizi, fungendo da tesserino valido per l’accesso ad alcune biblioteche, per l’utilizzo delle case dell’acqua, per la carta sconto benzina nelle zone di confine e per l’abbonamento ai mezzi pubblici.
Molto meno lusinghiero, invece, il risultato per quel che riguarda l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione: troppo complicato e con pochissimi utenti realmente attivi.
“La carta regionale dei servizi – ha spiegato il collega Gaffuri in alcune dichiarazioni alla stampa – è stato un progetto della giunta Formigoni costoso e ambizioso ed ora non sappiamo bene che fine farà. Dopo essere costata ai lombardi un miliardo e mezzo di euro ora la CRS potrebbe finire in nulla, con buona pace delle tasche del contribuente. Vorremmo sapere dall’assessore qual è il costo di questa operazione, che fine farà l’imponente sistema informatico che sta dietro alla carta e se la nuova tesserina nazionale gestirà i servizi attualmente abilitati su quella regionale”.

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