Allarme agricoltura in Lombardia

22 maggio 2013 di fabio pizzul

Le follie meteoreologiche di questa primavera 2013 stanno mettendo a dura prova la nostra voglia di sole e il nostro umore, ma danni ben più gravi stanno colpendo il mondo dell’agricoltura. Il periodo della semina è stato via via spostato ed ora, per alcune colture, potrebbe essere addirittura impossibile. Grandi problemi si sono manifestati anche per altre lavorazioni agricole. Su questi temi ci sono stati finora grande silenzio e grande distrazione. Un’interrogazione parlamentare urgente dell’on. Cova lancia l’allarme.

L’on. Paolo Cova, parlamentare del Gruppo del Pd, ha presentato ieri al Ministro delle Politiche Agricole De Girolamo, un’interrogazione urgente sui danni del maltempo in agricoltura in Lombardia.
Nel documento Cova elenca i problemi che le continue precipitazioni hanno comportato nei campi: “Sono impediti gli interventi di lavorazione dei terreni, di semina e di raccolta; non sono stati possibili gli interventi di diserbo, concimazione, distribuzione del letame e dei reflui; i terreni non sono stati preparati con le opportune arature; i programmi di coltivazione aziendali devono essere modificati proprio per l’impossibilità di effettuare le semine programmate con un aumento dei costi di produzione e possibili conseguenze sul raccolto”.
Inoltre, aspetto non secondario per Cova, che fa parte della XIII Commissione Agricoltura della Camera e svolge la professione di veterinario nell’ambito dell’allevamento dei bovini da latte, “Regione Lombardia produce il 40% del latte italiano e la mancata raccolta dei foraggi che alimentano i bovini da latte va a pesare enormemente sui costi di produzione”.
Il parlamentare Pd ha chiesto al Ministro “se intenda mettere in atto interventi urgenti per contrastare la grave situazione che sta interessando gli agricoltori lombardi e se non intenda procedere a valutare lo stato di calamità”.

Analoga sollecitazione verrá proposta anche in sede regionale, nella speranza che le condizioni climatiche divengano più favorevoli e che possano essere agevolati gli agricoltori anche attraverso deroghe rispetto agli incentivi abitualmente concessi alle diverse colture.

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