La Lega contro la RAI di Milano. Maroni che dice?

17 maggio 2013 di fabio pizzul

Duro e ingiustificato attacco della Lega alla responsabile della redazione milanese del TGR Ines Maggiolini. Mi pare si tratti di una vera e propria intimidazione. Maroni penda le distanze dal responsabile comunicazione del suo partito.

Leggendo in un comunicato dell’Ansa quanto segue sono sobbalzato:

E’ vergognoso e inaccettabile che il TgR lombardia oggi abbia deliberatamente ignorato la
conferenza stampa al termine della Giunta Regionale che si e’
svolta a Brescia e che ha visto la partecipazione anche del
governatore Roberto Maroni”. Lo dichiara Davide Caparini,
responsabile della comunicazione della Lega Nord.
”Per noi e’ un attacco e una vera dichiarazione di guerra
all’operato della stessa giunta regionale e un tradimento del
primo principio del servizio pubblico che e’ quello di informare
i cittadini su fatti che li riguardano direttamente. L’evento,
per altro, e’ stato ampiamente annunciato anche nei giorni
scorsi ed e’ presente nelle principali agende delle agenzie di
stampa. Intendiamo come Lega Nord andare a fondo della questione
anche perche’ incidenti del genere non sono casi isolati ma
rappresentano, a nostro avviso, i risultati di una chiara
strategia politica che niente puo’ e deve avere a che fare con
l’obbligo della Rai di fare servizio pubblico. Come primo atto,
dunque, chiediamo per grave inadempienza le dimissioni del
caporedattore responsabile del Tgr Lombardia Ines Maggiolini”,
conclude.

Un attacco così diretto alla responsabile della direzione milanese della RAI suona francamente come un’intimidazione che, come tale, va respinta al mittente. Nel merito, trovo del tutto inopportuno che si utilizzino ruoli istituzionali, così come ha fatto oggi il presidente Maroni, per fare iniziative di comunicazione in luoghi in cui si terranno a breve le elezioni comunali. E del resto, proprio per questi casi, esiste la legge sulla par condicio. Per chiarezza e per rispetto del ruolo istituzionale, è anche ora che Maroni si interroghi nuovamente sull’opportunità di mantenere il doppio ruolo di presidente della Regione Lombardia e di segretario della Lega nord.

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