“Generazione web” perduta?

15 maggio 2013 di fabio pizzul

Brutte notizie per “Generazione web”. Il progetto regionale che avrebbe dovuto portare tablet e innovazione in tutte le scuole lombarde segna il passo: al momento, per il bilancio 2013 non è previsto alcun bando per le nuove dotazioni. Il che significa che gli istituiti che hanno ottenuto il finanziamento durante il 2012 non vedranno arrivare ulteriori quattrini e si troveranno dunque con una sola (o pochissime) classe dotata di strumenti informatici.

L’unica prospettiva per le scuole è quella di essere inserite tra gli istituti che meglio si sono comportati e che avranno diritto a un ulteriore finanziamento “premiale” (500 mila euro che entro l’estate dovrebbero andare a rifinanziare una decina di progetti).
Per tutte le altre scuole potranno eventualmente arrivare dei sostegni per la formazione all’utilizzo delle nuove tecnologie, ma non certo fondi per l’acquisto di ulteriori attrezzature.
Tutto questo nonostante l’assessore Aprea, nel presentare le iniziative dei primi 100 giorni della Giunta Maroni a favore del lavoro, abbia non più tardi di una decina di giorni fa inserito Generazione web tra le iniziative degne di nota. Peccato che appartenga ormai al passato e che per il futuro non ci siano stanziamenti certi e neppure probabili.
“Generazione web” rischia così di essere catalogata tra le iniziative spot che non hanno una reale continuitá nel tempo e che scaricano sulle scuole l’onere di incrementare le dotazioni informatiche e di realizzare compiutamente il progressivo passaggio a quella che potremmo pretenziosamente definire la scuola digitale.

A più riprese, pur manifestando apprezzamento per l’idea, avevo esplicitato su queste pagine perplessitá sulle modalitá operative con cui è stato portato avanti il progetto. Mi pare che i nodi siano venuti al pettine e che il rischio che le scuole, di fronte a questa marcia indietro, perdano la voglia di investire in nuove tecnologie è purtroppo alle porte.
Siamo alle solite: piuttosto che fare proclami e annunciare grandi rivoluzioni è opportuno che la politica e le amministrazioni tengano i piedi per terra e propongano iniziative possibili, concrete e, soprattutto, destinate ad avere una corretta continuitá e la possibilitá di consolidarsi nel tempo.

P.s.
Mi auguro che l’assessore Aprea possa smentirmi e assicurare che con l’assestamento di bilancio possano arrivare nuove risorse. Sarei ben felice di ammettere che il mio allarme era infondato.
Nel frattempo, se avete sott’occhio situazioni problematiche legate al bando di cui stiamo parlando, segnalatemele pure.

2 commenti su ““Generazione web” perduta?

  1. roberto radaelli

    Salve.
    Mia figlia fa parte di una delle due classi (una 1a ed una 3a) dell’istituto tecnico Maggiolini di Parabiago http://www.itcgmaggiolini.it che ha avuto i fondi l’hanno scorso.
    Da tre anni faccio parte del consiglio d’istituto e di classe, e ogni anno è sempre più difficile tirare avanti.
    Proprio Martedi scorso, durante il consiglio di classe, i prof hanno dato questa notizia….del mancato rinnovo…e quindi come si dice nell’articolo, questa e l’ennesima prova del mancato interesse verso la scuola pubblica e nella incapacità di far continuare un progetto.

    Hanno una LIM in classe e la dirigente scolastica si è fatta in 4 per poter far acquistare 60 notebook e da poco hanno anche un mininimo di copertura wi-fi in classe, che consente l’iterazione tra gli alunni.
    Speriamo in bene, che ci sia un ravvedimento dell’assessore.

    Saluti

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  2. Giuseppe Pelosi

    Sono un insegnante, uso le nuove tecnologie in classe da ben prima di generazione web, quest’anno sono stato coach di alcune scuole proprio per quanto riguarda l’introduzione dei tablet nella didattica. Il problema economico è ovviamente rilevante, ma vi è un grosso problema culturale. Personalmente ritengo che questa rivoluzione si farà, con noi o senza di noi. Perché si è già fatta o si sta facendo in altre parti del mondo. Purtroppo il problema più grosso che ho incontrato è stato convincere il mondo della scuola in tutti i suoi attori (insegnanti, genitori, alunni), che la curva di apprendimento che si deve affrontare per un corretto utilizzo di questi strumenti nella didattica è una fatica da fare, non è sforzo impossibile, non è tempo sprecato, non è “sbattimento” inutile.
    Mollare il colpo adesso farà pensare a tutti questi “timidi” che il discorso delle nuove tecnologie applicate alla didattica siano una moda passeggera, che non vale il tempo che chiede.
    Non è così.
    Ma noi ce ne accorgeremo dopo gli altri, se molliamo adesso.
    Come al solito, è una questione di priorità: i soldi non ci sono, dove taglio? A cosa do priorità? Una società che non investe nella scuola non investe nel futuro.

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