La morte di Andreotti

6 maggio 2013 di fabio pizzul

Con Andreotti se ne va un assoluto e indiscusso protagonista della vita italiana degli ultimi 60 anni. Nel bene e nel male, il divo Giulio ha lasciato il segno.
“The Indipendent”, con la libertà di chi guarda le cose italiane da lontano, oggi lo ricorda così…

Giulio Andreotti, il sette volte primo ministro che ha finito per personificare gli inconfessabili legami della politica italiana con il crimine organizzato, è morto – e ha portato nella tomba molti dei più oscuri segreti del Paese. Conosciuto come ‘Beelzebub’ o anche come ‘Mafioso Mummy’ in omaggio alla sua apparent immortalità e l’apparenza cadaverica – in omaggio ai suoi legami nefasti con Cosa Nostra e il Vaticano – il 94enne politico è morto questa mattina dopo parecchi mesi di problemi cardiaci.
Una figura familiare, piccola e gobba, l’impatto di Andreotti sull’Italia del dopo guerra fu enorme. Contribuì alla scrittura della Costituzione dopo la II Guerra Mondiale, è stato in Parlamento per 60 anni, ha ricoperto per 7 volte il ruolo di primo ministro e 21 volte quello di ministro. E’ rimasto senatore a vita fino alla morte.

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