Un macchinoso passaggio di consegne

9 aprile 2013 di fabio pizzul

A un mese e dieci giorni dalle elezioni non abbiamo ancora il governo nazionale, ma anche in Lombardia…
No, qui il governo c’è, il consiglio da oggi avrà anche le commissioni, ma i nuovi consiglieri aspettano ancora la possibilità di ricevere la posta elettronica sul loro indirizzo istituzionale e molti collaboratori sono ancora privi di regolare contratto.
Niente di drammatico, per carità, ma è possibile che in più di un mese l’eccellente Lombardia non abbia saputo risolvere questi problemi?

In realtà, le caselle di posta elettronica dei neo consiglieri virtualmente esistono, ma devono essere attivate collegando un PC o un tablet debitamente configurato alla rete interna del Consiglio. Ebbene, i nuovi consiglieri sono ancora in attesa di avere il computer o il tablet che dovrebbe essere fornito loro in dotazione. Potrebbero collegare un loro dispositivo, ma nessuno li ha istruiti e assistiti al proposito. In un mese…
Nelle more del passaggio di consegne tra le due legislature non si è ancora neppure stabilito se e come dotare (e di quali strumenti) gli eletti. In attesa di recepire, con una legge regionale, la nuova normativa nazionale che prevede drastici tagli per gli stipendi dei consiglieri e delle risorse per i gruppi, non si sa infatti che cosa il consiglio metterà a disposizione dei consiglieri e dei gruppi.

Più pesante la situazione dei contratti dei collaboratori che, oltre a non conoscere esattamente il loro destino per la già citata legge nazionale che verrà entro tre mesi recepita dalla regione, sono in attesa di vedere regolarizzata la propria situazione. Anche in questo caso un mese non sembra essere stato sufficiente per modificare i moduli e poter così procedere alla sottoscrizione dei nuovi contratti a termine.
In Giunta pare invece che tutto sia già a regime, o quasi.
E poi ci si chiede perché l’attività delle istituzioni è così poco tempestiva.
Il fattore tempo per la nostra vita quotidiana è determinante, ma nelle istituzioni pare che non sia considerato poi così fondamentale.

Le cose che ho raccontato sono banali, ma purtroppo la concezione relativa del tempo si applica a tante altre attività istituzionali che spesso creano grandi difficoltà a cittadini e imprese.
La burocrazia dovrebbe essere garanzia di imparzialità e pari trattamento dei cittadini, ma diventa spesso una sorta di condanna per chi ne rimane avviluppato.

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