In vista del primo Consiglio

26 marzo 2013 di fabio pizzul

Inizia ufficialmente domani, mercoledì 27 marzo 2013, la X legislatura della Lombardia.
La seduta inaugurale non prevede nell’altro che l’elezione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio: l’assemblea si riunirà in forma di seggio elettorale e si procederà all’elezione di presidente, vice-presidenti e segretari d’aula.
Inganno l’attesa scrivendo e anticipando qualcosa.
L’unico discorso della giornata sarà quello del presidente eletto.
Sulla base delle anticipazioni trapelate in queste ore e riferite dai media, la composizione dell’Ufficio di presidenza potrebbe essere la seguente: Raffaele Cattaneo presidente, Fabrizio Cecchetti e Sara Valmaggi vice-presidenti, Alessandro Colucci (ma con qualche dubbio per obiezioni leghiste) ed Eugenio Casalino.
Nomi noti e rodati, fatta eccezione per le new entry del 5 Stelle Casalino.
Ecco rapidi cenni biografici un po’ impressionistici.
Raffaele Cattaneo, varesino, formigoniano di ferro, tra i pochi superstiti della pattuglia ciellina che ha per anni colonizzato il governo lombardo, coniuga le indubbie competenza ed esperienza con una grande sicurezza e un’ottima considerazione di sè. Obiettivi ipotetici del suo mandato: restituire smalto alla macchina del Consiglio, elaborare il lutto per la dipartita del Celeste, bilanciare la leadership maroniana.
sara Valmaggi, sestese, alla sua terza legislatura regionale, politica per tradizione familiare, si è occupata in regione di scuola e sanità, da un anno e mezzo ha già ricoperto il ruolo di vice-presidente. Obiettivi: garantire prerogative dello opposizione, evitare che il Pirellone si trasforni in una copia in piccolo del “vecchio” Palazzo lombardia, portare un po’ di “rosa” in un’Ufficio di presidenza a trazione maschile.
Fabrizio Cecchetti, rhodense, presidente del consiglio iscente, ha gestito il Pirellone durante la bufera giudiziaria dei rimborsi con grande cautela e senza distinguersi per decisionismo. Obiettivi: marcare a uomo Cattaneo, garantire collegamenti con Palazzo Lombardia, presidiare la macroregionalità del Consiglio.
Alessandro Colucci (in forse), assessore uscente ai Sistemi verdi e al paesaggio della Giunta Formigoni, solo sfiorato da indagini sulle infiltrazioni mafiose attraverso intercettazioni telefoniche che contenevano il suo nome, aappartiene a una lunga tradizione familiare socialista felicemente confluita nel Pdl. Obiettivi: riequilibrare da buon liberal la verve ciellina del presidente, tenere alte le proprie quotazioni politiche dopo la retrocessione da assessore.
Eugenio Casalino, pochi lo conoscono, di origini valtellinesi, si è trasferito a Milano per laurearsi in Ingegneria informatica e dal 2009 è funzionario della Direzione Sistemi Informativi del Comune di Milano e si occupa di e-government e di progetti nell’ambito delle politiche sociali del Comune. Obiettivi: trasparenza e sobrietà della gestione del Consiglio, apertura dell’istituzione ai cittadini.

Vedremo se e come queste anticipazioni giornalistiche verranno confermate dal voto di domani.
Un in bocca al lupo a tutti i consiglieri, soprattutto a chi si affaccerà per la prima volta in aula consiliare.
L’auspicio che il Consiglio possa davvero essere l’assemblea rappresentativa di tutti i lombardi e non diventi, come nella scorsa legislatura, una riserva di caccia per paparazzi.
E una domanda: perché le quote rosa debbo sempre essere garantite solo dal PD e nessun altro se ne fa carico?

Un commento su “In vista del primo Consiglio

  1. Marco

    chissà se i consiglieri regionali pd ragioneranno su chi effettivamente merita di essere eletto vicepresidente.
    chissà se terranno conto delle scelte fatte al tempo delle primarie per non mettere in difficoltà il partito.
    chissà se il segretario regionale del pd tirerà fuori le palle. una volta tanto.
    nel frattempo, auguri a tutti noi. ne abbiamo davvero bisogno.

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