Elezione Boldrini e Grasso: un bel modo per celebrare il 17 marzo

17 marzo 2013 di fabio pizzul

Elezione di Laura Boldrini e Pietro Grasso a presidenti di Camera e Senato. E’ il giorno dei commenti. Come al solito di segno diverso, anzi, talvolta opposto. Da un parte coloro, come Galli Della Loggia sul Corriere, che accusano la sinistra di aver completamente smarrito ogni aggancio alla tradizione e di dover ormai ricorrere a esterni per qualsiasi ruolo monocratico. Dall’altra chi, seguendo il commento del segretario PD Bersani, sottolinea come il segnale di innovazione e la mano tesa verso i cittadini siano una svolta più che significativa per il Paese.

Io dico che, una volta tanto, si è usciti dalle solite liturgie e che si è voluto offrire un segnale di cambiamento all’insegna della credibilità personale di coloro che sono stati scelti per i due ruoli di guida di Camera e Senato. Cariche istituzionali, che avranno il compito di restituire dignità e prestigio a un Parlamento che negli ultimi anni ha subito spallate su spallate.

Mi piace considerare l’elezione di Boldrini e Grasso come un tentativo di dare una risposta ai cittadini, con buona pace di chi credeva che si dovesse invece offrire una sponda per poter poi intavolare una trattativa partitica in vista della formazione del governo.

Grillo tuona contro il PD definendo impresentabili i suoi esponenti storici e definendo foglie di fico i presidenti eletti in nome di un “conservatorismo compassionevole” che sarebbe l’unica cosa che il PD è in grado di proporre. Mi pare che il comico, pardon, il leader del Movimento 5 Stelle sotto sotto schiumi di rabbia per delle scelte innovative che lo mettono un po’ in ombra e, forse, in difficoltà. Ma francamente sono fatti suoi.

Ora la parola passa al presidente Napolitano che, sulla base delle indicazioni che otterrà nel corso delle consultazioni, traccerà una possibile strada per la formazione di un governo assegnando l’incarico a chi riterrà più plausibile possa giocare le carte migliori per presentarsi alle camere e ottenere la fiducia.

C’è chi commenta quanto accaduto in Parlamento come il primo passo di un breve cammino che non potrà che portare ad elezioni imminenti, magari a giugno. Io credo che l’ottica seguita nella scelta di Boldrini e Grasso sia quella giusta: rispettare le istituzioni, avvicinarle ai cittadini e provare a far sì che, una volta tanto, ci sia il coraggio dell’innovazione e del futuro. L’Italia ha ancora tante potenzialità e carte da giocare, non soffochiamole in vecchie tattiche di contrattazione tra partiti o equilibrismi all’insegna dell’autoconservazione.

Coraggio e apertura al futuro furono gli atteggiamenti che garantirono il coronamento del sogno dell’unità d’Italia che oggi, un po’ in sordina, stiamo celebrando. Provare a declinarli nell’attuale complicato contesto politico mi pare una sfida degna di essere vissuta.

2 commenti su “Elezione Boldrini e Grasso: un bel modo per celebrare il 17 marzo

  1. Lucile

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