Altro che IMU! Una proposta concreta: mobilità, libertà ed equità

21 febbraio 2013 di fabio pizzul

Tagli alle tasse? 75% delle tasse in tasca nostra? Restituzione dell’Imu? Una Lombardia con 16 miliardi in più che può fare quello che vuole in barba alla crisi?
Dovessimo dar retta alle promesse, la Lombardia non sarebbe l’Ohio d’Italia, ma il paradiso in terra.
Vorrei provare a offrire una piccola concreta proposta che, stando nel perimetro delle competenze regionali, può dare un segnale concreto e preciso ai lombardi: rimoduliamo le tariffe del trasporto pubblico agganciandole al reddito (ISEE) e ai carichi familiari. Obiettivo: garantire alle famiglie “normali” un risparmio di 500/1000 € all’anno.

Spostarsi attraverso i mezzi pubblici è un gesto di responsabilità sociale ed ambientale e può rappresentare un netto salto in avanti per la qualità della vita propria e altrui. Diminuire la mobilità privata e individuale corrisponde a un enorme guadagno collettivo.
Tutto questo non può essere però sganciato da un serio ragionamento sulla sostenibilità a livello di costi a carico delle famiglie.
Ed ecco la proposta concreta: agganciare le tariffe al reddito degli utenti e garantire agevolazioni alle famiglie con più di due figli.
Regione Lombardia ha la responsabilità di indicare ai soggetti concessionari i criteri per le tariffe del trasporto pubblico. Possiamo cambiare le regole per renderle più eque e alleggerire il costo del trasporto per i cittadini.
Nel dettaglio:
– tariffe e abbonamenti modulati sulla situazione patrimoniale dei singoli e/o del nucleo familiare (chi ha più disponibilità paghi di più, chi ha meno venga agevolato)
– tariffe a abbonamenti agevolati per famiglie (dal terzo figlio in poi abbonamenti e biglietti scontati o addirittura gratuiti con ulteriori agevolazioni particolari nei week-end)
La sostenibilità economica di questa proposta è garantita dalla modulazione delle tariffe sulla base della situazione patrimoniale.
Il tutto andrebbe però accompagnato da un forte impegno a garantire manutenzione e pulizia dei messi per offrire un servizio adeguato e condizioni di viaggio più comode e confortevoli. Il tutto accompagnato da una grande operazione sulla qualità del servizio, che parta dalla responsabilizzazione del personale (con un significativo investimento in formazione e valutazione) e arrivi al coinvolgimento degli utenti nella costruzione di un sistema di trasporto pubblico di qualità.
Il progetto delle linee S (suburbane) è interessante e lungimirante, ma va coniugato con una maggiore attenzione alla qualità che passa dai dettagli del servizio. E’ da lì che passa la possibilità di convincere sempre più cittadini a passare al mezzo pubblico. Se poi tutto questo diventa anche più conveniente e più attento a chi è in condizioni di debolezza e difficoltà, il futuro della mobilità farà davvero rima con libertà ed equità.

In concreto, per una famiglia con tre figli in etá scolastica si potrebbe configurare un risparmio medio di circa 500 € all’anno.
Per quanto riguarda la progressivitá delle tariffe, si potrebbe pensare a un incremento del 20% della tariffa per ISEE superiore ai 70mila €, una riduzione del 15% per ISEE inferiore ai 40mila (per una fascia di percorrenza trai 50 e i 60 km) si configurerebbe un risparmio di 121,5€ all’anno.
ALtro che restituzione una tantum dell’Imu, qui si risparmierebbe in modo stabile e sostenibile.

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