Coraggio Lombardia: creiamo nuovo valore

15 febbraio 2013 di fabio pizzul

La campagna elettorale è sempre più caratterizzata dai numeri. Sciorinare cifre e statistiche pare essere considerato il miglior modo per convincere gli elettori della propria credibilità e competenza.
I numeri dicono molto, ma non tutto.
Misurare il valore di un’amministrazione e il futuro di una regione solo con delle cifre non mi pare nè adeguato nè lungimirante.
Per questo credo che interrogarsi su come creare valore nella nuova Lombardia sia molto importante.
E poi consentitemi una battuta: al 75% delle tasse nelle tasche lombarde, francamente anteporrei il 100% di trasparenza nell’amministrazione e nell’utilizzo dei fondi pubblici.

L’eccellenza lombarda in questi anni è stata misurara soprattutto in termini numerici e monetari.
La Lombardia è senza alcun dubbio la più importante regione italiana e i numeri lo raccontano bene.
I numeri fotografano la realtà, ma non creano le condizioni nè per misurare nè per promuovere realmente un’istituzione che voglia davvero essere a servizio dei cittadini e proporre loro cammini lungimiranti per il futuro.
La prospettiva di avere i conti in ordine è importante, ma abbiamo sperimentato negli scorsi mesi come non produca futuro e sviluppo.
A chi dice di voler continuare a gestire la Lombardia così come è stata gestita fin qui sarebbe opportuno ricordare come la fredda logica dei numeri non rende ragione a quello che non possiamo far altro che definire il declino della Lombardia.
Se l’unico valore preso in considerazione è quello economico, tutto rischia di diventare arido e meccanico. L’intervento sulle persone diventa un’erogazione di devaro (voucher) e non una presa in carico della persona. E’ la deriva tecnicistica di un’amministrazione che si illude di poter trasformare tutto in statistica e numero e non si accorge di non essere più in grado (o di non avere il coraggio) di valutare se stessa e il proprio operato.

Il valore non è solo un dato economico finanziario.
Un’istituzione come Regione Lombardia deve tornare capace di creare e misurare un valore più ampio, che vada oltre l’individuo e l’individualismo. Un valore relazionale, sociale, culturale che racconta molto di più rispetto al pur importante e legittimo valore economico.
Concetti troppo teorici?
Forse. Ma provate a pensare alla straordinaria concretezza di una famiglia che magari fa fatica a far quadrare i conti alla fine del mese, ma crea un immenso valore aggiunto in termini di relazioni, educazione, socialità e coesione. Tutti vantaggi che le istituzioni faticano a misurare e a riconoscere, ma che creano un indubbio valore aggiunto per la collettività.
E che dire della scuola? Degli oratori? Delle società sportive? Delle istituzioni culturali?
Regione Lombardia deve tornare a creare valore e non semplicemente a consumare (o tentare di conservare) risorse.
Dalla logica del consumo dobbiamo passare a quella della creazione del valore. Operazione che richiede responsabilità, competenza e coraggio.
Per costruire il futuro non si può solo guardare al passato o invocare chiusure e conservazione.

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