A proposito di Lumbard e Macroregione

10 febbraio 2013 di fabio pizzul

La domenica è vissuta su uno scambio di messaggi a distanza tra l’ormai ex vice-presidente della Lombardia Andrea Gibelli e il sottoscritto. Oggetto del contendere, la moneta lombarda e la macroregione.
Riporto qui di seguito la risposta di Gibelli alle mie considerazioni critiche e un ulteriore mio commento.
Lascio a voi ogni commento.

“Le dichiarazioni di Pizzul sono da fantacalcio più che da politica. Come al solito infatti, gli esponenti del Pd, possono solo inventare tentando di spaventare la gente”. Così il leghista e vice presidente di Regione Lombardia, Andrea Gibelli, replica alle critiche del consigliere regionale del Pd Pizzul in merito alla possibilità di introdurre anche in Lombardia una moneta complementare all’euro.
“A lui – ha continuato Gibelli – ricordo che il 28 e 29 giugno 2012 tutte le regioni del Nord, a partire proprio dalla Lombardia, insieme a Veneto e Piemonte con i rispettivi Governatori leghisti, hanno sottoscritto un accordo per costituire la strategia Euroregionale Alpina. Iniziativa straordinaria che comprende inoltre altre 49 realtà di regioni alpine. Un’idea che rappresenta una nuova Europa fatta da popoli e regioni, che hanno deciso di rafforzare i loro rapporti transfrontalieri in maniera di leale collaborazione”.
“Questo patto – ha ricordato ancora Gibelli – e’ stato ratificato nella tesi programmatica dal neo segretario Federale della Lega Nord Roberto Maroni addirittura il giorno dopo, ed esattamente il primo luglio. Un nuovo corso che ha permesso di inaugurare anche in un paese retrogrado come l’Italia, il concentto di neo europea”.
“Ricordo inoltre, sempre a Pizzul, – continua il leghista – che l’amministrazione socialista di Nantes, che e’ stata guidata dal neo primo mistero francese, segna la più grande esperienza in ambito europeo di una moneta complementare all’euro. Di fronte a questa iniziativa, il Pd italiano segna inevitabilmente un ritardo clamoroso”. ” Chiedo quindi a Pizzul e ai suoi compagni di partito – ha concluso Gibelli – un aggiornamento che gli permetterebbe di avere una visione un po’ più moderna dell’Europa”.

Ed ecco la mia replica.
Ringrazio Andrea Gibelli per la spiegazione e per la lezioncina su moneta parallela e macroregione. Mi piace sempre imparare qualcosa, ma è soprattutto utile potersi sentire spiegare che cosa intende la Lega, visto che è usa a cambiare spesso versione e idea.
Mi permetto però anche qualche considerazione di merito.
Sulla moneta parallela Gibelli poteva citare anche i numerosi casi tedeschi, dal Regiogeld al Roland, doveva però anche precisare come siano tutti casi di circolazione valutaria parallela nata dal basso e ad alto tasso di fiducia e coesione sociale, esattamente gli elementi che la regione non è stata in grado di garantire in questi anni e che non potrà certo alimentare per decisione istituzionale.
Riguardo la macroregione, il modello europeo mi pare vada nella direzione opposta a quella ipotizzata dalla Lega e poggi su solide basi di integrazione e collaborazione transazionale e intraregionale, in netta e palese controtendenza rispetto al “padroni in casa nostra” e alla fantasia del 75% delle tasse da lasciare nelle tasche dei lombardi.
Apprezzo l’impegno a copiare buone idee altrui, ma non basta tinteggiarle di verde padano e marchiarle con il Sole delle Alpi perché diventino plausibili in Lombardia e gestibili da una maggioranza che ha fin qui dimostrato di non saper condurre la nostra regione fuori dalla crisi.

Un commento su “A proposito di Lumbard e Macroregione

  1. cristina M.

    I fatti di questi giorni sono sconcertanti. Tutti! C’è un clima di incertezza generale sul futuro, a causa di oggettive problematiche che richiedono preparazione, cultura, buonsenso e lungimiranza. La lega su queste quattro prerogative mi sembra inadeguata. La loro autoreferenzialità è grave, ed è segno che i candidati leghisti non guardano neanche cosa stà succedendo intorno a loro. Fabio, avanti così con preparazione, cultura, buon senso, lungimiranza e senso del bene comune

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