Lo sport, strumento prezioso per la Lombardia

6 febbraio 2013 di fabio pizzul

I numeri dello sport in Italia sono impressionanti. Lo sport ha rilevanti dimensioni e attira risorse economiche significative, con un peso dell’1,6% sul PIL nazionale, generando un giro d’affari di 25 miliardi ogni anno. Attorno allo sport lavorano 400 mila volontari, che garantiscono 200 milioni di ore di lavoro, rappresentando oltre il 53% della componente agonistica. Non sfugge, alla luce di questi dati la rilevanza sociale dello sport: senza sport il Paese non ha futuro, per i riflessi benefici sulla salute dei cittadini, per il contributo alla dimensione sociale e per l’impatto sull’economia stessa dell’Italia.
Se ci concentriamo sulla Lombardia, tenendo per buono il valore del 20% del Pil assegnato alla nostra regione, i numeri rimangono impressionanti: 5 miliardi di giro d’affari con oltre 40 milioni di ore lavoro garantite dal volontariato sportivo. Ma i numeri così conteggiati penalizzano e sottostimano il fenomeno sportivo lombardo, soprattutto per quanto riguarda lo sport di base.

Se passiamo però a un’analisi più puntuale, gli aridi numeri ci dicono che la Lombardia è sotto la media nazionale per quanto riguarda il coinvolgimento degli studenti nello sport, si ferma al 30% contro una media italiana del 35%.

Va meglio sul fronte del numero di praticanti continuativi che si attesta al 26,8% a fronte di una media nazionale del 21%.

La Lombardia è invece tra le regioni che erogano meno finanziamenti allo sport. Secondo i dati del CONI (che si riferiscono agli anni 2006/2007), la regione ha garantito 0,8 euro all’anno per ogni cittadino, contro una media nazionale di 3,2 euro. E negli ultimi anni la situazione è ulteriormente peggiorata.

Ma, come spesso accade, i numeri non dicono tutto e non rendono giustizia allo sport lombardo.

La Lombardia, in realtà, sia dal punto di vista agonistico sia da quello dilettantistico e amatoriale è di gran lunga la più significativa regione italiana. E questo nonostante una sostanziale distrazione dell’ente regionale che negli ultimi anni, se si fa eccezione per una recente fiammata che non si può che definire elettoralistica, ha progressivamente prosciugato i fondi per lo sport, tanto che nel corso di quest’ultima legislatura si poteva persino mettere in discussione la plausibilità dell’esistenza di un assessorato.

Salvo poi vedere il presidente Formigoni e i suoi assessori prontissimi a farsi fotografare accanto ai campioni dello sport lombardo quasi a volersi associare ai loro meriti agonistici.

Lo sport lombardo gode di buona salute, ma merita più attenzione da parte della regione in termini di coinvolgimento nella progettazione di nuove politiche, in termini di sostegno non episodico alle attività e sul fronte dell’impiantistica, visto che una recente indagine (ottobre 2012) presentata dall’ex assessore allo sport Ruffinelli definisce come poco fruibile e non adeguato il 64% dei 17.000 impianti e 6.000 centri sportivi lombardi. Alla faccia dell’eccellenza.

A livello legislativo la commissione sport del Consiglio regionale ha realizzato un buon lavoro che ha visto una collaborazione tra maggioranza e opposizione per giungere a un riordino complessivo della normativa regionale sullo sport, ma la caduta della giunta Formigoni ha impedito l’approvazione della legge di riordino. Si tratterà ora di riprendere e, con il contributo di tutti i soggetti del mondo sportivo lombardo, migliorare ancora questo interessante tentativo di riordino complessivo della normativa.

Le leggi però non bastano. Servono politiche amministrative concrete.  Lo conferma lo strano atteggiamento della Giunta Formigoni che dal 2002 al 2012 non ha trovato il tempo di avviare la Consulta per lo sport lombardo, un organismo di coinvolgimento di tutte le componenti dello sport regionale previsto dalla legge del 2002 e mai convocato.

Altro che partecipazione e sussidiarietà. L’atteggiamento della maggioranza uscente riguardo lo sport è stato più che altro finalizzato a sfruttarlo come occasione di visibilità e auto-promozione. Lo conferma anche il grande squilibrio tra i fondi destinati allo sport dilettantistico e di base e il sostegno garantito alle grandi manifestazioni internazionali ospitate in Lombardia. A vantaggio, manco a dirlo, di quest’ultime.

A fronte di questa situazione, c’è da essere grati a chi garantisce quotidianamente a tanti giovani e meno giovani lombardi la possibilità di fare sport. Con grande passione e grande impiego di tempo e risorse personali.

Si potrebbe parlare ancora molto di sport, ma è meglio, a questo punto, andare verso qualche proposta concreta.

Tra gli obiettivi della nostra prossima amministrazione ci sarà la promozione dello sport come pratica di prevenzione e di corretto stile di vita, attraverso il recupero di risorse dai capitoli legati alla sanità.

Fondamentali sono il riconoscimento e la valorizzare della funzione sociale delle associazioni sportive di base così come la collaborazione con il Coni e federazioni sportive, ivi compreso, naturalmente, il Comitato Paralimpico.

Come già dicevo, lo stato dell’impiantistica sportiva è preoccupante, occorre dunque mantenere e rinnovare le strutture esistenti e valorizzare e rendere fruibili all’intera popolazione attiva le strutture sportive delle scuole, delle strutture religiose e del privato in genere.

Nel programma troverete tante altre proposte, mi piace però ricordare come si strategico e lungimirante utilizzare lo sport come occasione di integrazione e promozione non occasionale per le realtà di fragilità, prima fra tutte il carcere.

La montagna lombarda è una risorsa straordinaria per lo sport, per non parlare dei laghi e di altri luoghi simbolo dello sport lombardo che vanno valorizzati e messi a sistema per garantire una maggiore attrattività, anche in chiave Expo.

Permettetemi anche una parola riguardo il mondo della scuola e dell’università che rappresentano un enorme bacino per la diffusione della pratica sportiva e che non hanno ancora espresso tutte le loro potenzialità.

Insomma, si può fare molto per lo sport in Lombardia, anche perché molto ha fatto e sta facendo lo sport per i cittadini lombardi.

Bisogna guardare con grande stima gratitudine chi dedica il proprio tempo allo sport.
Possiamo costruire assieme un futuro migliore per la Lombardia.

Un commento su “Lo sport, strumento prezioso per la Lombardia

  1. Marilina Pavan

    Non ho particolari commenti da fare. C’è bisogno di riflettere e di pensare, siamo troppo bombardati da persone che parlano troppo e ci distolgono da quello che realmente ci interessa. Dare spazio ai giovani è ciò che ci preme perchè hanno tante idee, ma hanno difficoltà oggettive nel metterle in pratica (forse i più vecchi fanno fatica a lasciare spazio o a fare un passo indietro). Ho quattro figli e ho sempre operato nel volontariato. Non è stato facile crescere una famiglia oggi particolarmente numerosa ma abbiamo cercato di trasmettere valori e un po’ di etica morale che non guasta senza guardare gli altri, ma partendo da noi. Lei è una persona molto semplice non arrogante , rispettosa, perchè non ci sono tante persone come Lei in politica. Desidererei sapere a Cinisello dove si
    svolgerà l’incontro di giovedì 14 andrebbe un po’ pubblicizzato. Grazie e saluti

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