I comuni lombardi per una Regione Nuova

6 febbraio 2013 di fabio pizzul

Questa mattina ho partecipato a una conferenza stampa nel corso della quale l’Anci Lombardia (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) ha presentato la sue “Proposte per una regione nuova”. Un tavolo assolutamente trasversale, con il presidente Fontana (Lega), il vice Scanagatti (Pd) e il vice presidente nazionale CAttaneo (Pdl) ha snocciolato i problemi dei comuni e le possibili azioni che Regione Lombardia potrebbe mettere in campo.

Rinvio al documento integrale per i dettagli e mi limito a qualche sottolineatura.
I comuni sono stati gli enti piú penalizzati dai tagli e questo sta impedendo loro di proseguire nell’erogazione di servizi a cui i loro cittadini erano ormai abituati. La riduzione dei trasferimenti ai comuni nel biennio 2011 2012 è stata pari a oltre il 61%.
In queste condizioni, cui va aggiunto il vincolo del Patto di stabilitá, i comuni rischiano di bloccare ogni attivitá di investimento e di limitarsi a gestire, fin che possono, l’ordinaria amministrazione.
Anci chede che la prossima legislatura regionale apra una fase costituente per ridisegnare i livelli istituzionali che si occupano di territorio. Con la nascita della Cittá metropolitana e la riforma delle province deve cambiare il livello di competenze e attribuzioni con un obiettivo: evitare ogni tentazione centralistica, sia essa statale o regionale.
La regione, aggiungo io, in questi anni non ha brillato per un corretto rapporto con i comuni, spesso scavalcati con provvedimenti (vedi sistema voucher) che hanno di fatto esautorato gli enti locali e si sono diretti alle famiglie mettendo in discussione programmazione e coordinamento.
Anci rilancia poi su altri due fronti caldi: la legalitá, con la lotta alla mafia e il contrasto alle ludopatie, e la semplificazione/innovazione nella pubblica amministrazione.
Fanno da corollario non secondario anche il rilancio della gestione associata nei piccoli comuni e il lancio di politiche per la crescita: su questo fronte la regione deve essere alleata dei comuni e non limitarsi ad atteggiamenti dirigistici e accentratori.
L’elenco di punti programmatici si conclude con il capitolo sul welfare e sul lavoro, tematiche solo apparentemente lontane dalle competenze comunali che andrebbero in realtá rigiocate proprio in un’ottica territoriale e comunitaria.

La Lega pensa si risolvere tutto trattenendo il 75% delle tasse in Lombardia, ma il problema è un altro: serve una grande capacità di collaborazione interistituzionale e di inserimento nella programmazione europea (l’unica che può garantire le risorse necessarie nei prossimi anni). E su questo fronte la Lega e il suo alleato ormai minore Pdl hanno dato pessima prova, guidando i governi più accentratori e meno europeisti della storia della nostra Repubblica.

Ha ragione ANCI, serve una Regione Nuova. Non possiamo che chiederla a Umberto Ambrosoli.

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