Il mondo alla rovescia di Lega e Pdl

3 febbraio 2013 di fabio pizzul

Week-end di attacchi ad Ambrosoli.
Maroni e Formigoni lo attaccano a suon di epiteti vecchia maniera, definendolo con astio inciucista, falso e ingenuo.
Dopo Maroni e Formigoni, tocca a Mantovani e Gibelli. Obiettivo: delegittimare Ambrosoli accusandolo delle peggiori nefandezze.
Siamo di fronte al mondo alla rovescia di carnascialesca memoria: Mantovani che accusa Ambrosoli di essere un politico da prima repubblica e Gibelli che incalza definendolo alla disperata ricerca di voti e incapace di innovazione. Accompagnando il candidato del centro sinistra in vari appuntamenti e incontrando tanta gente nei mercati, in questi giorni ho potuto constatare di persona come il suo atteggiamento sia quanto di più lontano da un vecchio modo di interpretare la politica e i suoi aspetti deteriori: Ambrosoli mette in campo grande ascolto e capacità di cogliere il contributo di tutti per una Lombardia più aperta al futuro e all’Europa. Quanto all’incapacità di innovare, il programma di Ambrosoli parla per lui: trasparenza, legalità, sviluppo, attenzione alla sostenibilità ambientale e promozione dell’innovazione nella formazione e nel lavoro sono l’evidente testimonianza che la nuova Lombardia ha poco a che fare con Mantovani e Gibelli, ovvero con chi l’ha bloccata più che governata negli ultimi anni.
Si rassegnino, i loro vecchi metodi non attaccano più: il progetto del centro sinistra e del patto civico per la Lombardia guarda avanti e non si cura di metodi e pratiche che tentano di gettare discredito sugli avversari e sanno già di per sé di vecchio. La rigenerazione della Lombardia parte anche da un diverso modo di confrontarsi con i cittadini e con i temi che stanno loro a cuore. Ambrosoli è libero e forte anche perché ha l’appoggio di partiti che guardano avanti e non sono ossessionati  dalla difesa di  interessi e legami consolidati da vent’anni di potere formigonian-leghista.

Un commento su “Il mondo alla rovescia di Lega e Pdl

  1. claudio scaravati

    I lombardi dovrebbero ben capire e riconoscere questo atteggiamento politico radicalmente nuovo. Quantomeno per due cose che li riguardano molto da vicino: sanità e expo

    Replica

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