A proposito degli avvisi di garanzia all’opposizione

30 gennaio 2013 di fabio pizzul

L’articolo del Corriere della Sera – on line

Mentre scrivo queste note, non è ancora chiaro il quadro compressivo degli avvisi di garanzia con richiesta di comparire di fronte ai PM che hanno raggiunto i consiglieri di opposizione delle due ultime legislature. Stando alle anticipazioni che leggete qui sopra sul Corriere on-line, i destinatari sarebbero 22 più 7 indagati, ma non notificati (perché i giudici non ritengono necessario interrogarli). La situazione è ancora fluida e provvisoria, mi pare però utile e importante offrirvi alcune considerazioni.Prima di tutto va ribadita l’assoluta fiducia nell’operato della magistratura che ha non solo il diritto, ma il dovere di approfondire ogni aspetto dell’utilizzo dei fondi a disposizione dei gruppi consiliari.
Va anche sottolineato l’atteggiamento responsabile e collaborativo mantenuto fin dall’inizio dal PD e dalle altre formazioni di minoranza: non un’accusa di qualsivoglia natura ai magistrati, piena disponibilità alla collaborazione e puntuale consegna di tutti i documenti richiesti. Il PD può anche aggiungere, da parte sua, la pubblicazione on-line sul sito www.pdregionelombardia.it fin dallo scorso mese di novembre di tutte le ricevute relative alle spese dell’intero 2012.

Detto questo, non è mai una bella cosa essere raggiunti da un avviso di garanzia, ma l’evenienza rappresenta anche una possibilità per chiarire fino in fondo la propria posizione e la modalità con cui sono stati utilizzati i fondi a disposizione. Tutti i consiglieri del PD sono impegnati a fornire ogni elemento possibile per ricostruire la correttezza dell’operato del gruppo consiliare in questi anni.

Come Pd siamo d’accordo con quanto dichiarato questa mattina dal candidato presidente del centro sinistra in Lombardia Umberto Ambrosoli: i consiglieri eletti nelle liste del centro sinistra si impegnano, in caso di rinvio a giudizio, a rassegnare le proprie dimissioni.

Resta un altro elemento da sottolineare: alla magistratura spetta il compito di verificare la liceità (o, se preferite, legittimità) delle spese sostenute, non la loro opportunità. Il giudizio deve quindi basarsi sulle regole previste per l’utilizzo dei fondi nell’ambito del consiglio e non trasformarsi in un giudizio a posteriori sulla base della attuale (iper)sensibilità dell’opinione pubblica. Resta chiaro che non deve essere sprecato o utilizzato per fini personali (peculato) neppure un euro di denaro pubblico.

Chiudo precisando che entro i prossimi sei mesi il consiglio regionale sarà obbligato a recepire le norme approvate dal Parlamento convertendo in legge il decreto sui tagli ai costi della politica dello scorso 10 ottobre. Le nuove regole prevedono un taglio drastico agli stipendi dei consiglieri e ai fondi a disposizione dei gruppi. A spanne, si può dire che lo stipendio dei consiglieri non potrà superare i 6000 € netti al mese (contro gli 8000/10000 attuali, a seconda del luogo di residenza) e le risorse per il funzionamento per un gruppo di 20 consiglieri potrebbero passare dai circa 800mila € attuali a 100mila o giù di lì. E scusate se è poco.

5 commenti su “A proposito degli avvisi di garanzia all’opposizione

  1. Giovanna Frare

    Grazie per la chiarezza e la lucidità di ciò che scrivi. Spero che il gruppo PD regIone Lombardia sia in grado di mostrarci un volto ed un modo nuovo di affrontare l’impegno politico.

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  2. claudia pasquali

    Ciao Fabio, ti seguo sempre e come sempre apprezzo la chiarezza e sento l’impegno sincero! quindi buon lavoro!!!

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  3. claudio scaravati

    quando c’è povertà, la gente si attacca anche alle briciole che vengono portate via. Credo che i media facciano leva su questo nel dare così tanto peso a mimose, nutelle, cene ,… La gente dovrebbe avere anche la lucidità di arrabbiarsi di più con chi ha tolto di più!

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  4. Jacopo

    Non voglio entrare nel merito: dico solo che si evidenzia una clamorosa inefficienza gestionale della regione: non si può demandare il controllo delle note spese all’autorità giudiziaria: una verifica e una autorizzazione interna per le note spese avrebbe permesso una gestione più puntuale ed efficiente, evitando clamori e imbarazzi quasi ridicoli per una regione che ha sempre fatto dell’efficienza il proprio fiore all’occhiello.

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