Binario 21: la memoria partecipata della Shoa

27 gennaio 2013 di fabio pizzul

SAMSUNGAttraversando via Pergolesi quest’oggi alle 11.35 mi sono quasi commosso nel vedere un flusso continuo di persone dirigersi, soprattutto a piedi e in bicicletta, verso via Ferrante Aporti. Complimenti ai milanesi: hanno voluto testimoniare in questo modo la loro disponibilità a non dimenticare, partecipando, anche se moltissimi sono rimasti fuori dalla struttura, alla cerimonia inaugurale del Memoriale della Shoa, il Binario 21, sotto la Stazione Centrale. Un bel modo per celebrare il 27 gennaio.

E poco importa se improvvide dichiarazioni sul fascismo di un ex premier che non vogliamo neppure nominare hanno conquistato la maggior  parte dei titoli dei TG nazionali. La cosa più bella è stata la partecipazione popolare che ben ha accompagnato l’affermazione del sindaco di Milano Pisapia che ha dichiarato, nel suo discorso ufficiale, che questo del Binario 21 è un piccolo miracolo realizzato, che ha visto tutti i milanesi impegnati assieme per creare il futuro senza dimenticare il passato.

SAMSUNGTra i molti interventi nello spazio antistante il Binario 21, mi piace ricordare quello di rav Laras, per più di 20 anni rabbino capo milanese. Laras ha salutato con grande commozione l’inaugurazione del Memoriale sottolineando come sia arrivato il giorno che in molti aspettavano, perché la memoria non può spegnersi con la morte dei testimoni diretti. A questo serve il Binario 21.

Dopo gli interventi del premier Monti, del ministro Riccardi e di un Formigoni accolto da qualche fischio (per fortuna subito rientrato nel rispetto dello spirito del luogo), la conclusione della cerimonia è stata affidata a una delle testimoni dirette delle deportazioni milanesi, Liliana Segre.

SAMSUNGLa Segre ha ricordato come l’indifferenza sia stata più colpevole della stessa violenza: nell’indifferenza collettiva 6 milioni di morti sarebbero stati dimenticati.  Esplicito l’invito della Segre ai presenti: ciascuno provi a immedesimarsi con i 605 uomini e donne che dal Binario 21 furono spinti a calci sui treni per una viaggio senza ritorno e per un’unica colpa, quella di essere nati.

Milano ha da oggi un luogo importante per la memoria della Shoa, il Binario 21, che si pone accanto ai grandi luoghi del ricordo, a partire dallo Yad Vashem di Gerusalemme.

Dopo le visite libere di oggi, in attesa di poter completare definitivamente l’allestimento (ci vorranno ancora un paio di milioni di euro), il Memoriale sarà aperto alle visite dei gruppi organizzati, prime fra tutte le scuole.

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