Confindustria e la nuova Lombardia (…di Ambrosoli)

24 gennaio 2013 di fabio pizzul

Serve un metodo di governo rinnovato, per creare fiducia tra istituzioni e cittadini.
I risultati in Lombardia sono stati migliori che in altre parti d’Italia, ma il richiamo a una nuova etica nella gestione dellacosa pubblica è necessario e urgente.
L’idea della doti può essere valida in linea di principio, ma presenta il grande rischio di trasformarle in una dispersione di risorse più di necessaria concentrazione delle stesse, soprattutto in un tempo di crisi.
Proclamare di voler trattenere il 75% delle tasse senza aver prima chiarito quali siano le reali competenze e i compiti della regione è inutile e velleitario.
Quelle che avete appena letto non sono frasi tratte da un incontro di “pericolosi” esponenti del centro sinistra, sono alcune passaggi della conferenza stampa con cui, questa mattina a Milano, Confindustria Lombardia ha presentato le proprie idee per la Lombardia di domani in vista delle elezioni del 24 e 15 febbraio.
Il presidente Alberto Barcella, rivolgendosi ai giornalisti e ai pochi politici presenti (un paio di leghisti, un esponente della lista Ambrosoli – che ha fatto lui stesso un rapido passaggio – e il sottoscritto), ha sottolineato anche la necessità che vengano portate a termine le infrastrutture iniziate, che venga dato un nuovo impulso e coordinamento al sistema aeroportuale del Nord Italia, che ci siano politiche di sosteno alle imprese sui costi dell’energia e che il livello della sanità venga confermato con una virtuosa competizione di pubblico e privato. La qualità dei servizi e la valorizzazione delle risorse naturali, artistiche e culturali della regione deve poi essere, secondo Barcella, una delle priorità di Expo.
Insomma, un’agenda impegnativa quella che Confindustria lombardia propone ai cnadidati, pragmatica e concreta, ma forma sulla necessità che si cambi davvero passo. Ecco cosa si legge in calce al fascicolo programmatico presentato questa mattina: “La Lombardia, per l’importanza che ha nel Paese e in Europa, merita una politica altamente etica capace di garantire la trasparenza nei processi decisionali e nella gestione. Chi ambisce al suo governo deve farsi costantemente portatore dei valori del merito, della competenza e dell’onestà; deve imostrare reale capacità di ascolto e di confronto con le proposte e le esigenze della società civile”.
Sarò tendenzioso e di parte, ma a me pare un sonoro schiaffo a Formigoni e a chi vuole continuarne l’esperienza. Non oso dire che sia una pacca sulla spalla per Ambrosoli, ma…

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