Concorso presidi: lo scandalo del tempo che passa

19 gennaio 2013 di fabio pizzul

Dopo quattro mesi e mezzo siamo punto e a capo: non è accettabile, è un vero affronto alla scuola lombarda, agli studenti e alle loro famiglie. Il Consiglio di Stato rinvia ancora la decisione sulla validità del concorso per dirigenti scoastici: è una beffa per chi attende l’esito del concorso e per i dirigenti costretti al doppio incarico con la reggenza.  A fine agosto il concorso per nuovi presidi in Lombardia era stato bloccato da una raffica di ricorsi che si incentravano soprattutto sull’utilizzo di buste trasparenti che avrebbero reso identificabili i candidati. Era stato richiesto l’intervento immediato del Ministero per districare l’assurda situazione in cui è finita la scuola lombarda che conta oltre 500 dirigenti reggenti.

La sentenza del Consiglio di Stato, attesa per il 20 novembre, era stata posticipata per poter effettuare una perizia sulle buste, mai arrivata perché il tecnico ha rinunciato all’incarico. Ora, con la dovuta calma, i giudici del Consiglio hanno confermato la necessità di una perizia, rimandando la decisione definitiva. Ci vorranno almeno altri due mesi. Ma vi pare possibile che per stabilire se una busta sia trasparente o meno ci voglia così tanto tempo?

Il Ministero aveva promesso l’invio di 200 docenti per limitare i disagi nelle scuole lombarde, ma nemmeno questo è avvenuto. Il rischio concreto è che nel prossimo anno scolastico le reggenze salgano a 700. Come è possibile pensare che la scuola possa funzionare regolarmente? Chiediamo un intervento urgente del Ministero perché ci siano tempi certi e risorse aggiuntive e auspichiamo che sia evitata la scorciatoia di immettere in ruolo in Lombardia dirigenti risultati idonei in altre regioni. Questo sarebbe lesivo dei diritti di coloro che hanno sostenuto il concorso nella nostra regione e che attendono da ormai troppo tempo il definitivo pronunciamento della giustizia amministrativa.

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