Pensieri sulle primarie. E qualche nome.

27 dicembre 2012 di fabio pizzul

In queste ore molti di voi saranno bersagliati da messaggi con inviti a votare questo o quel candidato alle primarie per i parlamentari del PD.
Anch’io vi darò qualche consiglio, o meglio, svelerò (si fa per dire) chi ho sostenuto in questa “folle” corsa per accedere alle liste bloccate per il prossimo Parlamento.
Ma prima vorrei spiegare le modalità con cui i candidati hanno avuto accesso alla lista, almeno a quella molto affollata di Milano e provincia.
Per chi non ha voglia di leggere troppo, anticipo comunque che la mia abbinata per Milano è Paolo Cova – Laura Rancilio, mentre su Monza vi segnalo i nomi di Daniela Mazzuconi ed Enrico Farinone.

 Veniamo però alle modalità di compilazione della lista.

Tre sono stati i canali di accesso secondo quanto previsto dal regolamento nazionale:

  • i parlamentari uscenti avevano l’unica incombenza di inviare una richiesta formale di inserimento
  • era possibile ottenere la certezza di entrare in lista raccogliendo almeno il 5% delle firme degli iscritti al partito della provincia (soglia poi portata dalla direzione regionale al 3%)
  • era infine facoltà di segreteria e direzione provinciale integrare la lista per garantire un numero credibile di candidati e un equilibrio di genere e rappresentanza

 Provo a dare un po’ di concretezza a questi criteri.

Attraverso il primo canale sono entrati in lista Fiorenza Bassoli, Emilia De Biasi, Emanuele Fiano, Vinicio Peluffo, Barbara Pollastrini, Erminio Quartiani e Luigi Vimercati, tutti parlamentari uscenti che non hanno dunque avuto bisogno di raccogliere le firme.

Sono riusciti ad ottenere il diritto di entrare in lista attraverso la raccolta di più di 310 firme (il 3% degli iscritti) Ezio Casati, Eleonora Cimbro, Paolo Cova, Francesco Laforgia, Matteo Mauri, Gabriele Messina, Franco Mirabelli, Prina Francesco e Lia Quartapelle. 

Daniela Gasparini ha ottenuto la deroga necessaria per i sindaci in carica in comuni sopra i 5000 abitanti e per questo non ha dovuto raccogliere le firme.

Fin qui i primi due e più “istituzionali” canali di ingresso. Ci si fosse fermati qui la lista sarebbe stata piuttosto esigua, con 17 nominativi tra i quali scegliere gli ipotetici 15 possibili candidati da inserire nei posti utili delle liste di Camera e Senato.

Per rendere più credibile e competitiva la lista (se no che primarie sarebbero…) si è dovuto dunque percorrere in modo molto significativo il terzo canale di reclutamento. Vediamo come.

Un’interpretazione del regolamento suffragata da diverse dichiarazioni di autorevoli esponenti della direzione regionale ha fatto sì che i membri di organismi di coordinamento politico sovra comunali, regionali o nazionali potessero essere inseriti in lista senza la necessità di raccogliere le firme. Per questa via sono entrati: Ilaria Cova (responsabile donne in segreteria regionale), Marco Campione (responsabile scuola in segreteria regionale), Marilisa D’Amico (responsabile del Forum diritti in segreteria regionale, con anche più di 100 firme raccolte), Ettore Martinelli (responsabile diritti in segreteria nazionale), Anna Puccio (referente … in segreteria regionale, con più di 100 firme raccolte), Laura Specchio (responsabile lavoro in segreteria regionale, con circa 100 firme raccolte),Augusto Schieppati (reponsabile Forum cittù metropolitana del PD milanese).

Si è quindi deciso di inserire alcuni rappresentanti della società civile che avessero manifestato la propria disponibilità. Per questa via sono stati inseriti: Annapaola Cova(Legacoop), Angelo Lamperti (associazionismo familiare), Laura Rancilio (Caritas), Alessandro Prino (Città e Costituzione), Mattia Sorbi (associazionismo politico, Mattia è stato molto attivo pro Renzi), Valeria Tommasone (Giovani democratici).

Per un necessario riequilibrio di genere la segreteria e la direzione provinciale hanno poi deciso di includere le donne che sono state in grado di raccogliere più di 100 firme tra gli iscritti, ovvero 1/3 delle necessarie. Sono così entrate: Bruna Brembilla, Lorena Croatto, Simona Malpezzi e Adele Vignola.

Su decisione della direzione provinciale sono stati infine inseriti tutti coloro che hanno raccolto un numero superiore o molto vicino alle 50 firme, ovvero Teresa Cardona, Giorgio Cazzola, Francesca Terzoni.

Piccoli commenti finali.
Le modalità di compilazione delle lista hanno giocoforza percorso itinerari molto interni al partito: chi ha maggiori e più salde relazioni interne ha potuto raccogliere le firme necessarie o “approfittare” del proprio ruolo di partito.
Questo apre il tema, molto delicato, delle modalità di reclutamento della classe dirigente e dei rappresentanti istituzionali. Tutti coloro che figurano in lista (lo dico senza timore di smentite) sono persone degne e meritevoli, ma le fedeltà interne di partito hanno giocato un ruolo molto significativo. Nulla di male, s’intende, ma è chiara espressione di un modello di partito più rivolto alle dinamiche interne che all’apertura verso l’esterno.
Ancora: l’approdo in parlamento deve essere il coronamento di un percorso di funzionariato interno o espressione di una rappresentanza allargata e ancorata nel territorio e nella realtà sociale? Le due strade non si escludono a vicenda, ma rappresentano due filosofie di fondo diverse.

 La finisco qui e ribadisco i miei suggerimenti.
Per Milano l’accoppiata Paolo Cova – Laura Rancilio (con simpatia per la corsa autonoma di Alessandro Prino e Angelo Lamperti).
Per Monza l’accoppiata Daniela Mazzuconi – Enrico Farinone (con una citazione per Roberto Rampi, vero motore organizzativo delle diverse tornate di primarie lombarde).

 A tutti, ma proprio tutti i candidati va in ogni caso la mia stima e il mio in bocca al lupo!

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