Non avrò il vitalizio

21 ottobre 2012 di fabio pizzul

Oggi, 21 ottobre, secondo la convenzione adottata dalla maggior parte dei media, dovrebbe essere il “D-day” del vitalizio per i consiglieri regionali della Lombardia. E’ una data fittizia, perché il calcolo dipende dal giorno in cui ogni singolo consigliere è stato nominato. Per il sottoscritto, se non ricorso male (perché non mi è mai giunta alcuna notifica ufficiale), la data dovrebbe essere, ad esempio, il 28.
Sul “Corriere” di oggi (leggi qui) Giangiacomo Schiavi lancia un appello affinché i consiglieri in carica rinuncino al vitalizio.
Vi spiego la mia posizione e prendo alcuni impegni ufficiali.
Nel suo bell’articolo Schiavi precisa che, comunque, se il decreto del Governo attualmente all’esame confermativo del Parlamento dovesse essere confermato, nessuno consigliere al primo o al secondo mandato percepirebbe il vitalizio stesso. Il decreto prevede, infatti, che servano 10 anni (anche non consecutivi) di presenza in consiglio per maturare il diritto alla tanto giustamente vituperata rendita vitalizia. Una condizione che nessuno degli attuali consiglieri del PD, ad esempio, potrebbe vantare.
Ma c’è dell’altro.
Per poter godere del vitalizio il consigliere che non abbia svolto un’intera legislatura (5 anni) dovrebbe versare i contributi volontari mancanti al raggiungimento della quota pari a quella che avrebbe versato se fosse rimasto in carica tutti e 5 gli anni. Per capirci: se, come auspichiamo, il consiglio venisse sciolto nei prossimi giorni, ovvero dopo 30 mesi, i consiglieri al primo mandato che volessero approfittare del vitalizio dovrebbero versare i contributi volontari pari ad altri 30 mesi (più o meno 50 mila €). I contributi volontari sono possibili solo per raggiungere i 5 anni, non per raggiungere i 10.
L’alternativa, come giustamente scrive Schiavi, è il riscatto dei contributi versati fin qui. Con un particolare aggiuntivo: chi dovesse riscattare quanto versato vedrebbe la cifra incassata far cumulo sul proprio reddito di quell’anno e dovrebbe pagare le imposte con un’aliquota del 43%. I vitalizi, invece sarebbero tassati con un’aliquota del 20%, con un guadagno piuttosto significativo.
Schiavi cita poi il caso dell’amico Sola, consigliere dell’Idv che si è dimesso per non rischiare di percepire il vitalizio. Ebbene, le dimissioni del consigliere Idv dovrebbero scattere solo al momento della ratifica da parte del consiglio che, pare, si riunirà giovedì 25 ottobre. Dato che la proclamazione dello stesso Sola avvenne (lo ha dichiarato lui) il 24 aprile, la conferma delle dimissioni arriverrebbe troppo tardi per garantirgli di non percepire l’eventuale vitalizio. Moralmente Sola si è dimesso in tempo, praticamente no.

Veniamo alla mia posizione personale.
1) Prima di tutto mi auguro che il Parlamento confermi il decreto, quindi non avrei automaticamente alcun vitalizio. Il problema non è tanto che i parlamentari votino contro la norma del governo, quanto la possibile impugnazione del dettato da parte di qualche diretto interessato: il parlamento sta intervenendo infatti in una materia che è di competenza legislativa delle regioni e questo potrebbe incorrere nella bocciatura da parte della Corte Costituzionale. Io, di certo, non farò alcun ricorso. Vorrei anche vedere chi, tra i molti consiglieri regionali in carica, avrebbe la faccia tosta di farlo. Ma, come ben sappiamo, tutto è possibile…
2) Non ho poi alcuna intenzione di versare i contributi aggiuntivi necessari a maturare il vitalizio. O, se preferite, mi impegno a non versarli, così da non maturare il diritto al vitalizio.
3) E’ mia intenzione, ma questo lo concede anche Schiavi, di riscattare i contributi versati fin qui, anche se mi assoggetterò a un maggior carico fiscale.
4) Se non andrà in porto il taglio degli stipendi deciso dal Governo, nella prossima legislatura la mancata trattenuta mensile di circa 2000 € per alimentare il fondo per il vitalizio si trasformerebbe in un incremento della cifra netta mensile a disposizione dei singoli consiglieri. Ho già fatto presente pubblicamente la questione e mi impegno a far sì che, se tutto rimarrà come ora, ci sia qualche intervento correttivo in materia.

7 commenti su “Non avrò il vitalizio

  1. Jacopo

    Sola, come dire…un nome un programma!

    Ps ti ringrazio per i lodevoli impegni personali che prendi per il vitalizio ma ti consiglio di usare anche una doverosa prudenza: al di là di tutto mi auguro di poterti ancora votare alle prossime elezioni e ritengo più che legittimo che i conti (ovviamente equamente) vengano fatti alla fine ultima di una certa esperienza!
    In bocca al lupo!

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  2. Mariani Eugenio

    In quello che ho letto ci sono troppi se.. se verra approvato se sarà mantenuto…. Quello che ho capito dalle notizie i cambiamenti avvengono con il prossimo consiglio che dovevano avvenire nel 2015 ora forse avverra con il 2013.
    Il consigliere IDV ha fatto bella figura ,forse non sapendo che le dimissioni valgono quando vengano accettate dall’assemblea,
    La mia personale opinione che una volta passata in secondo piano l’argomento, noi cittadini non verremo più informati come anfrà a finire.
    Un esempio il finanziamento ai partiti, argomento di alcuni mesi fà non è più oggetto di discussione e tutto è rimasto inalterato.(personalmente ho votato contro l’abolizione del finanziamento ai partiti, convinto che”chi vive d’altare mangia d’altare”)mentre scrivo la 7 da la notizia che la commissione della camera da parere negativo sulla riduzione dei costi della politica delle regioni.
    Ho un dubbio che vorrei che mi fosse chiariti, prima delle elezioni regionali in una intervista riportata nel corriere milanese Lei aveva affermato che “..se eletto avrebbe devoluto parte del compenso per opere benefiche”. E’ vero o ho letto e capito male?. Se fosse vero è avvenuto?
    Eugenio Mariani Carugate

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  3. cristina

    nell’intervista citata da eugenio lei e marco granelli avevate detto che lo stipendio da consigliere regionale era troppo alto,per cui i consiglieri eletti dovevano accontentarsi della metà dello stipendio,la META’,però sulla sezione soldi non mi sembra che il signor Pizzul incassi la metà dello stipendio regionale(8800 euro sono la metà?)…la promessa quindi é stata mantenuta?

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  4. Pingback: In Lombardia si discute su come tagliare i vitalizi, ma si potrebbe cominciare dalla trasparenza | Fabio Pizzul

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