Cimeli storici alla lombarda

24 luglio 2012 di fabio pizzul

Da oggi la Lombardia ha una nuova legge: riguarda la tutela e la valorizzazione di reperti e cimeli storici non appartenenti al periodo della Prima Guerra Mondiale.

L’obiettivo é quello di far sì che i collezionisti lombardi che ritrovino reperti o cimeli storici possano vedere riconosciuto il loro impegno dopo aver segnalato l’oggetto da loro posseduto al sindaco affinché provveda a inserirlo nell’apposito registro regionale dei reperti e cimeli.

Ma non c’é giá il registro nazionale dei beni culturali?

Che bisogno c’é di una regionalizzazione della tutela di cimeli e reperti?

E secondo quale logica i comuni dovrebbero, nelle condizioni in cui sono, sobbarcarsi anche l’onere di gestire questa catalogazione?

Domande che potrebbero continuare e che fotografano, almeno in parte, le motivazioni che hanno portato il PD ad esprimere un voto negativo per una norma pasticciata e di dubbia utilità. La sensazione é che si voglia introdurre una sorta di registro dei beni culturali “in minore” non tanto per tutelare la meritoria opera dei cultori della storia locale, quanto per offrir loro una sorta di salvacondotto rispetto alla più vincolante normativa nazionale. Non voglio arrivare a definire la nuova legge una sorta di sanatoria per “tombaroli”, ma qualche sospetto…

Insomma, nella migliore delle ipotesi é una legge inutile che crea adempimenti burocratico amministrativi in barba alla tanto declamata semplificazione normativa.

Per questo non ha avuto il mio voto.

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