Un bilancio per chi?

9 luglio 2012 di fabio pizzul

Consiglio Regionale del 9 Luglio 2012 - Fabio Pizzul

Il mio intervento in aula in occasione del dibattito sull’assestameno del bilancio 2012. Parlo di criteri generali per la stesura di un bilancio, ovvero per chi lo si compila, di cultura, di sport e di scuola. Con poche speranze di attenzione…

Con i numeri, quindi con il bilancio, si possono avere diversi approcci o atteggiamenti.

Si può compilare un bilancio pensando solo a se stessi, nel tentativo di capitalizzare, finché c’é tempo, quello che il ruolo consente.

Si può scrivere un bilancio pensando a gruppi specifici, territoriali, di pressione o di interesse, per mettere in sicurezza il consenso in vista di possibili nuove elezioni o per recuperare terreno di fronte a imprevisti e rovinosi rovesci.

Si può anche, ma é operazione temeraria, costruire un bilancio pensando all’interesse di tutti i cittadini, magari mettendo in secondo piano propri e di propri amici.

Nulla di tutto questo. La sensazione é che il bilancio che noi stiamo discutendo sia andato oltre o, forse è meglio dire che si sia fermato ben prima: é un bilancio che, mi si passi l’espressione, si nasconde dietro alla dimensione puramente tecnica dei numeri. Con l’affermazione, corretta ma non esaustiva, che possiamo permetterci solo spese obbligatorie e con l’ammissione, a mezza voce, che possiamo unicamente e mestamente prepararci all’obbligo di pareggio di bilancio previsto ormai in costituzione: un appuntamento che ci attende, anche se non conosciamo ancora i dettagli, per il 2014.

Sotto i numeri abilmente e correttamente gestiti dal sempre puntuale assessore Romano Colozzi e dalla competente ed efficiente struttura della direzione programmazione e bilancio, che colgo l’occasione per ringraziare per il prezioso lavoro in un tempo non semplice per la pubblica amministrazione, sotto i numeri, dicevo, é difficile capire quali delle scelte fondamentali che ho enunciato all’inizio si possa intravvedere.

Il problema é proprio questo: non si coglie una strategia, ma il puro e semplice tentativo di sopravvivere a se stessi costruendo provvedimenti finalizzati a garantire una navigazione di piccolo cabotaggio, in balia di bonacce improvvise o altrettanto fulminee burrasche.

Manca una visione di lungo respiro e si va avanti (per quanto nessuno lo sa) con l’illusione di poter gestire con gli stessi strumenti e con le stesse politiche che potevano forse funzionare in tempi pre crisi una nuova situazione economica e sociale che non potrà certo tornare quella di prima.

Insomma, va di moda proporsi come tecnici, o forse travestirsi da tecnici, ma quando questo serve solo a mascherare una sostanziale impossibilità (a causa di veti reciproci) a porre in atto un cambiamento radicale delle politiche regionali, questo é chiaro indice che stiamo tirando a campare.

La sensazione é che ciascuno, in questi tempi di proclamata e non sempre praticata austerità, abbia come maggiore preoccupazione quella di giustificare il proprio operato e di difendere l’utilità o quanto meno la non inutilità del proprio ruolo. Non dico altro e ricordo che forse dovremmo preoccuparci dei problemi dei cittadini, unico modo per giustificare la nostra funzione e disinnescare pericolose derive populiste.

Qualche breve noterella sulle politiche di competenza della VII commissione.

Sport: non consideriamolo un lusso. Per la prevenzione, la coesione sociale e la cura del territorio lo sport é un elemento fondamentale. Il drastico taglio delle risorse allo sport non é un bel segnale anche in vista della discussione della legge di riordino della normativa relativa allo sport che, nelle intenzioni della commissione competente e, mi auguro, anche della Giunta, dovrebbe servire a rilanciare l’attenzione per lo sport e soprattutto per lo sport di base. Senza risorse, i miracoli non si fanno.

Solo una battuta e un auspicio per l’istruzione. La battuta riguarda la destinazione di 4 milioni di euro che sono stati sottratti all’edilizia scolastica e che sono ricomparsi nel bando Generazione web per garantire la possibilità di dotare gli studenti lombardi (2000, se non ricordo male) di tablet e altri strumenti informatici.

Mi auguro che le assicurazioni dell’assessore relativamente al prossimo arrivo di nuovi fondi per l’edilizia scolastica possano presto venire confermate, perché sono tante le situazioni lombarde che richiederebbero interventi che comune e province non sembrano in grado di garantire.

L’auspicio é relativo invece alla bozza di accordo proposta nella Conferenza Stato Regioni sull’attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione, un accordo necessario anche per chiarire il panorama delle risorse finanziarie che le regioni possono disporre per gestire, con maggiore trasparenza ed efficienza il sistema scolastico. L’auspicio é che Regione Lombardia metta in campo tutta la sua forza politica per far sì che l’accordo diventi definitivo e si possa davvero inaugurare questa nuova fase con il giugno 2013. Ma questo auspicio sarà anche oggetto di una specifica mozione.

Infine la cultura. A onor del vero, questo settore con l’assestamento recupera qualche risorsa in più rispetto agli altri di cui ho parlato, ma queste cifre non fanno altro che consentire la prosecuzione minima delle attività culturali fin qui sostenute da Regione Lombardia. Grazie a questo rendiconto, solo per fare un esempio, la Lombardia onora i propri impegni nei confronti delle Fondazioni di cui é parte a livello societario, ivi compresa quella Scala oggetto di particolare attenzione da parte del presidente Formigoni nelle scorse ore. Dover attendere fino a luglio per avere la certezza di questi fondi non é un bel segnale per queste importanti realtà regionali.

Rimane poi tutto e solo sulla carta il buon proposito di coinvolgere strutturalmente soggetti privati per il sostegno alla cultura e soprattutto allo spettacolo dal vivo. Attendiamo notizie concrete in proposito, ma le attendono soprattutto gli operatori culturali e dello spettacolo lombardo, i giovani in particolare, ma su questo ci sarà uno specifico ordine del giorno.

Così come per il cinema, di cui pertanto non parlo.

Abbiamo presentato qualche emendamento, più per ragioni simboliche che per convinzione di poter modificare l’inerzia di questo bilancio.

Rimangono, pertanto, molti punti interrogativi su questi capitoli di bilancio che non ci rassicurano per il prossimo futuro dello sport, della scuola e della cultura della Lombardia.

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