Milano e le generazioni che verranno

25 giugno 2012 di fabio pizzul

Presentato a Milano l’ormai tradizionale Rapporto sulla città, promosso dalla Fondazione Ambrosianeum. La XX edizione della ricerca, curata da Rosangela Lodigiani dell’Università Cattolica, mette al centro della riflessone il tema della crisi demografica e del rapporto tra le generazioni.

Quello che si propone è un tentativo di lettura che vada oltre il luogo comune del conflitto tra le generazioni e la tesi che basti allungare il tempo del lavoro per risolvere il problema dell’invecchiamento attivo.

A Milano non mancano i problemi, dalla questione abitativa alla cura delle fragilità alle acrobazie cui sono costrette le famiglie nella loro vita quotidiana, ma esistono anche grandi risorse su cui puntare per creare prospettive di sviluppo.

La curatrice Rosangela Lodigiani ha evidenziato come sia sempre più necessario chela città si occupi delle familie, si ponga in una prospettiva intergenerazionale, prenda atto del contesto plurale e promuova politiche generative.

Il presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti ha evidenziato come il criterio di fondo da cui partire sia la coesione sociale e ha sostenuto che senza adeguate risorse pubbliche non si possano affrontare i problemi legati alla dimensione sociale, la sussidiarietà non può essere trasformata in supplenza.

Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha ribadito, dopo una rapida illustrazione dei principali provvedimenti sociali della sua Giunta, la suaprofonda convinzione che Milano può farcela e può tornare ad essere punto di riferimento per il Paese intero soprattutto grazie alla sua capacità di “Farsi prossimo” (cita esplicitamente il cardinal Martini) e alla possibilità che i cittadini milanesi pensino più agli altri che a se stessi.

Ha concluso la presentazione il cardinal Scola che ha voluto sottolineare la preziosa funzione degli anziani con il loro patrimonio di gratuità nell’accudimento dei nipoti e di sapienza educativa e la necessità di recuperare il senso di ogni vita nella città. Anche le esistenze apparentemente più fragili, come quelle degli anziani, hanno la responsabilità di custodire e testimoniare il senso della vita da offrire ai più giovani come elemento che edifica una società che non emargina nessuno. Il dono più bello che un anziano può fare alla città, ha concluso l’Arcivescovo, è la risposta a una domanda fondamentale: perché vale la pena vivere. È quanto ha raccontato il cardinal Martini nella sua postfazione al XX rapporto Ambrosianeum.

Mi pare ci siano molti spunti da approfondire a far diventare oggetto di riflessione per la politica locale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *