Caloriferi bollenti

24 maggio 2012 di fabio pizzul

Ieri la Giunta ha rinviato al 2014 l’obbligo d’installazione – su tutti i caloriferi collegati a impianti di riscaldamento centralizzati – di manopole per la termoregolazione degli ambienti e la contabilizzazione autonoma del calore. La dilazione non riguarda gli impianti più inquinanti. Su iniziativa delle minoranze e contro il parere iniziale dell’assessore Raimondi, il Consiglio Regionale l’8 maggio aveva approvato una mozione di mediazione che invitava la Giunta “ad istituire un fondo finalizzato ad aiutare i cittadini lombardi nel sostenere le spese per la contabilizzazione e la termoregolazione degli impianti e a diminuire sensibilmente le sanzioni amministrative per gli inadempienti”. Il testo di mediazione proseguiva poi come segue: “Nel caso non sia possibile sostenere economicamente i cittadini lombardi, invita altresì, la Giunta regionale a valutare, anche mediante il coinvolgimento degli enti locali competenti, modalità opportune, che tengano conto delle specifiche condizioni ambientali locali, per dilazionare nel tempo l’applicazione della norma anche valutando la tipologia di impianto” (leggi il testo integrale).  Com’è purtroppo prassi in questa legislatura la Giunta non è riuscita a reperire le risorse chieste dal Consiglio a supporto delle famiglie, ma almeno i tempi troppo ravvicinati per adeguarsi alla nuova normativa sono stati dilazionati nella gran parte dei casi (leggi la delibera). In città come Milano, sostituire le caldaie più inquinanti e rendere sostanzialmente autonoma casa per casa la regolazione del calore e la relativa bolletta del riscaldamento, è un’operazione certamente meritoria che contribuisce a ridurre l’inquinamento, ma occorre farlo senza mettere in seria difficoltà molte famiglie, già provate dalla crisi. Ogni manopola di termoregolazione costa tra i 200 e i 300 euro, una sorta di Imu a calorifero. Uno sforzo in più andava fatto per istituire un fondo di sostegno per le categorie più deboli – che spesso sono anche quelle che restando più tempo a casa trarranno meno risparmio dalle manopole di termoregolazione. In molti condomini i lavori per l’adeguamento degli impianti, dalle manopole al cambiamento totale delle caldaie più vecchie, sono già iniziati e la tardiva dilazione dei tempi decisa ieri rischia di non essere efficace per molte famiglie in difficoltà. Chi non avrà i soldi per pagare l’impresa che ha installato l’impianto e le manopole, si ritroverà con procedure giudiziarie aperte, il rischio di messa all’asta dell’appartamento e l’obbligo degli altri condòmini di anticipare la somma dovuta. La tutela dell’ambiente dev’essere un’opportunità per tutti, fatta in modo serio e con adeguati investimenti pubblici, non un business che reca danno ai più deboli.

Il mio post precedente sul tema

Il mio videointervento in aula l’8 Maggio:

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