Caldaie e crisi economica

9 maggio 2012 di fabio pizzul

Quando il meglio rischia di essere nemico del bene e, soprattutto, della realtá.

In Consiglio regionale si é discusso della complicata e per molti versi paradossale vicenda degli impiani di riscaldamento centralizzato nelle case di Lombardia.

Alla fine, é stato raggiunto un compromesso che dovrebbe evitare situazioni problematiche. Purché la Giunta si muova in fretta e con realismo.

Entro il I agosto di quest’anno molte famiglie della Lombardia avrebbero dovuto installare delle manopole con regolatori e contabilizzatori di calore su ogni calorifero del proprio appartamento. Ottima l’idea di far risparmiare e consumare meno, ma imporre tempi cosí stringenti in periodo di crisi rischia solo di mettere in difficoltà molte famiglie. Chi resta a lungo a casa, come gli anziani, chi non ha sin qui rinnovato la caldaia perché in difficoltà a sostenere una spesa così esosa – magari perché disoccupato – rischia di andare seriamente in crisi. Con un rischio in più per i condomini piccoli, perché se gli altri condomini non riescono ad anticipare la spesa in attesa che l’appartamento del cittadino insolvente venga messo all’asta, ad andare in mora è l’intero condominio, il che comporta la messa all’asta di un appartamento a sorteggio per ripianare il debito, con la possibilità che ad essere estratto sia quello di un condomino che ha regolarmente pagato la sua quota. Un caso limite, ma realmente esistente. Il provvedimento riguarderà solo pochi cittadini, ha minimizzato l’assessore Raimondi. La mozione presentata dall Udc e sostenuta dal PD non aveva alcuna intenzione di sconfessare il necessario cammino verso impianti di riscaldamento meno inquinanti, aveva l’unico obiettivo di non trasformare il provvedimento in una pesante tegola per troppe famiglie lombarde. Concedere una proroga pareva utile e sensato, proprio per evitare ulteriori sofferenze sociali.

Dopo un dibattito non facile, con l’assessore Raimondi che faticava a capire come nessuno volesse mettere in discussione la bontà teorica della legge, ma come fosse necessario fare i conti con la dura realtà, l’aula ha dato il via libera alla mozione che impegna la Giunta a concedere una proroga alle scadenze coinvolgendo gli enti locali e utilizzando criteri meno penalizzanti per gli impianti giá passati a un combustibile più ecologico.

Il mio intervento in aula.

3 commenti su “Caldaie e crisi economica

  1. Marco

    Questa legge è una assoluta follia. Ma vi rendete almeno conto della situazione che c’e’ in giro? Oltre alla mazzatta dell’IMU altre 1000 euro per sti contabilizzatori? Ma la finite di dare retta alle lobby?
    Chi finanzia questo assessore?
    La gente non le metterà. Non ci sono i soldi.
    Mi spiace, ma la pacchia è finita.
    Ma piantiamola è una buffonata questo provvedimento anche dal punto di vista tecnico.

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