Dobbiamo difendere le istituzioni e la politica

20 marzo 2012 di fabio pizzul

Vi propongo il testo dell’intervento che ho appena fatto in Consiglio regionale su una mozione che chiede ai consiglieri indagati a fare un passo indietro da funzioni di rappresentanza istituzionale.

Comincio con l’evocare quelli che, penso, siano obiettivi di tutti:
Difendere le istituzioni
Garantire credibilità alla politica
Far sí che i cittadini possano fidarsi dell’ente pubblico
Restituire un ruolo alla Lombardia

Non possiamo voltarci dall’altra parte e far finta di non vedere.
Le questioni personali non possono prevalere sull’interesse collettivo.

Qual’é la priorità? Il proprio interesse e la propria carriera politica o il servizio a istituzioni che garantiscono pari opportunità e tutela dei diritti di tutti.

Se vogliamo davvero che questa nostra regione torni a essere trainante, anche dal punto di vista morale, non possiamo rimanere inerti.

Servono gesti di responsabilità da parte di noi tutti, ciascuno secondo il ruolo e la funzione che svolge.

Un passo indietro é necessario per chi riveste ruoli di garanzia, garanzia per tutti e non per se stessi.

Non c’é nessun obbligo, ma c’è un’enorme questione di opportunità che non passa inosservata agli occhi di cittadini che si sentono sempre più lontani da questi palazzi.

Ci sono i tempi dei media, i tempi della magistratura, ma anche i tempi della politica che sta in mezzo, ovvero deve essere capace di non ritirarsi in una torre o in un palazzo e di dare risposte a cittadini che chiedono di sapere se possono ancora fidarsi di noi.

Non basta un illustre esponente della magistratura per garantire la trasparenza e, anzi, questo assomiglia molto come una tardiva ammissione di difficoltà a controllare ciò che accade davvero nel sistema di potere lombardo che sta diventando sempre più opaco.

Ciascuno deve confrontarsi con la propria coscienza, ma il ruolo che ricopriamo non ha a che fare solo con essa, ha una rilevanza pubblica che ci chiede di rispondere non solo delle nostre singole azioni, ma anche delle conseguenze che esse hanno sull’istituzione che rappresentiamo.

É legittimo avere stili e modi diversi di fare politica, non mi pare però possibile pensare di giocare con le regole e le istituzioni che garantiscono tutti.

Se poi i singoli finiscono per diventare anche ostaggi dei partiti che stabiliscono quanto sia giusto che essi facciano, questo non fa altro che aggravare la situazione e gettare ulteriore discredito su politica e istituzioni.

La mozione invita i consiglieri destinatari di avvisi di garanzia per reati specifici a distinguere la loro condizione dall’esercizio di funzioni di rappresentanza.

É un invito, non un impegno.

Non é in gioco la posizione personale di un consigliere, al consiglio chiediamo di esprimersi sulla necessità che questa assemblea possa dimostrare che le stanno più a cuore le sorti delle nostre istituzioni che le posizioni personali di singoli consiglieri o assessori che hanno tutto il diritto di essere considerati innocenti e di difendersi, ma non quello di trascinare con sé le istituzioni stesse.

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