L’Italia sono anch’io

15 dicembre 2011 di fabio pizzul

Perché sprecare risorse preziose in tempo di crisi?

Eppure in Italia siamo di fronte a un enorme spreco di risorse umane.

Come altro possiamo chiamare la pervicacia con cui ci ostiniamo a non voler riconoscere la cittadinanza a chi e’ nato nel nostro Paese o, addirittura, e’ nato da un genitore che a sua volta e’ nato qui in Italia?

Sostenete anche voi la campagna “l’Italia sono anch’io”

.Visita il sito della campagna

Queste mie riflessioni nascono da un convegno cui ho partecipato questa mattina nell’ambito della campagna “l’Italia sono anch’io” che sta raccogliendo le firme per due leggi di iniziativa popolare su nuove norme per la concessione della cittadinanza e sul voto amministrativo agli stranieri.

Parlare di questi temi non significa perdere la propria identità nazionale o abbassare ogni difesa nei confronti di una presunta invasione straniera. Significa piuttosto occuparsi di futuro e di si uzza. Solo l’inclusione sociale genera infatti vera sicurezza e sviluppo. I diritti, infatti, non perdono ma anzi aumentano di valore e di incisività quando sono equi e condivisi. L’identità di ciascuno si forma attraverso la relazione con gli altri, per questo il confronto non solo non la indebolisce, ma è il presupposto stesso della sua maturazione. Sono alcuni degli spunti emersi oggi a un interessante convegno dal titolo … La strada da percorrere, culturalmente e socialmente, è ancora molta, per questo è importante impegnarsi per rimuovere gli ostacoli e l’esclusione sociali, soprattutto nell’attuale contesto di crisi economica che rischia di far esplodere frustrazione e risentimento in chi si sente vittima di quella che, dopo anni di permanenza in Italia, di frequenza nelle scuole italiane o dopo essere nato e cresciuto qui da noi, non possiamo che chiamare con il nome di discriminazione strisciante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *