Il braccino corto della Regione

29 novembre 2011 di fabio pizzul

Troppi zeri nel bilancio di previsione 2012 in Regione Lombardia. E non certo perché le cifre siano troppo alte. I soldi proprio non ci sono. Ieri in Commissione cultura è stato chiaro come scuola, cultura e sport siano a secco.

Il bilancio presentato è di sole spese obbligatorie. E questo mette in crisi l’intera programmazione per i settori formazione, istruzione, cultura e sport. Tutto ciò non può che  si ripercuotersi sulle realtà territoriali e sulla loro sostenibilità.
Il caso delle associazioni sportive dilettantistiche e amatoriali è solo uno dei tanti esempi possibili.
Lo stesso assessore ha affermato che lo sport lombardo subirà un contraccolpo mortale con una manovra regionale così impostata, se non verranno reintegrati i fondi almeno pari allo scorso anno.
Anche la variabile tempo è fondamentale per chi opera sul territorio, perché avere la consapevolezza di risorse da gestire può essere un elemento di programmazione e sviluppo. Avere i soldi in ritardo e con incertezza blocca interamente il sistema di programmazione per comuni, enti e associazioni.
La giunta per il secondo anno consecutivo ha scelto di presentare un bilancio di spese obbligate e di collocare in fondi a disposizione della presidenza i soldi che tra qualche mese Formigoni elargirà (bontà sua) per dare risposte alle proteste dei diversi soggetti che si trovano a secco. Facciamo un paio di esempi eclatanti: secondo voi può la regione lasciare senza contributi le scuole materne paritarie o può azzerare i fondi per il diritto allo studio? Logica e buon senso dicono che qualcosa su questi fronti arriverà. E allora, perché non inserire a bilancio almeno una parte dei fondi che dovranno per forza di cose essere trovati?
La Giunta va però in un’altra direzione e preferisce garantirsi libertà di manovra e visibilità mediatica annunciando a 2012 inoltrato di avere trovato le risorse per questi capitoli.
Dal punto di vista di Formigoni una strategia efficace, perché non discrimina nessuno, o meglio, scontenta tutti, in fase di bilancio di previsione non scegliendo alcuna priorità e si fa bello nei mesi successivi allungando “mance” ai settori più vari della realtà lombarda.
Quella della Giunta è una scelta legittima, ma non certo rispettosa delle esigenze di coloro che devono portare avanti servizi e iniziative senza poter avere certezze riguardo i contributi regionali.
Faccio notare che, per stare su un esempio già citato, i fondi alle materie paritarie per il 2011 sono arrivati a fine novembre.
In altri campi, come la cooperazione internazionale, con la “scusa” dei ritardi si è saltato addirittura un anno di contribuzione.
Nessuno nega i tagli che anche Regione Lombardia deve sopportare, ma proprio per questo ci si dovrebbe mettere a servizio delle realtà locali e non sopravvivere ritardando o centellinando i necessari sostegni.

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