L’innovazione zoppa

21 novembre 2011 di fabio pizzul

In un’ipotetico campionato dell’innovazione, lo scudetto sarebbe assegnato d’ufficio all’Emilia-Romagna.
E la Lombardia? Non è messa male, a giudicare dai dati dell’indagine della SDA Bocconi, ma si piazza seconda nell’indice di modernità ICT, solo sesta nel tasso di utilizzo ICT, terza nella maturità dell’offerta e sempre terza nella preparazione tecnologica del territorio.
C’è dunque spazio per crescere e per salire in classifica. La crisi di tante aziende del comparto Information and communication tecnology (ICT) potrebbe venire aggredita anche con qualche iniziativa innovativa.

Il settore in Italia, si legge oggi sul CorrierEconomia, nel 2010 aveva un mercato da 60,2 miliardi di euro e impiegava il 2% dei laureati del nostro Paese. Le piccole e medie imprese, vero tessuto connettivo della nostra economia, investono in ICT se hanno sufficiente credito bancario e i finanziamenti regionali e comunitari sono fondamentali per incoraggiarle a valorizzare le nuove tecnologie nei loro processi produttivi.
La Lombardia non è all’anno zero su questo fronte e molti bandi regionali recano anche nel nome il riferimento all’innovazione e alle nuove tecnologie, ma i dati citati all’inizio dicono che si può fare di più.
La sfida più urgente è quella della banda larga e su questo Formigoni ha dimostrato di voler fare (almeno a parole) sul serio.
Sarebbe però interessante dare un’ulteriore scossa al comparto con un programma di wi-fi pubblico su larga scala (a proposito, ma lo sapete che negli uffici del consiglio regionale non lo abbiamo e che i  consiglieri hanno così a disposizione un I-pad a dir poco a mezzo servizio?) o dare un’accelerata sul fronte dell’e-goverment, ovvero della gestione informatica e digitale di tutte le procedure della burocrazia.
E’ chiaro che serve anche un cambio di ottica, troppo spesso, infatti, i processi di digitalizzazione e informatizzazione si traducono in grandi complicazioni per gli utenti e i cittadini.
La rivoluzione del social networking sta cambiando il mondo e il suo modo di comunicare, ma la sensazione è che ci sia un mondo politico e amministrativo (anche in Lombardia) che fatica a cogliere le potenzialità innovative di questo comparto. L’impressione è che ci si getti a capofitto su questi strumenti solo quando servono per la campagna elettorale. In realtà dovrebbero essere applicati alla vita quotidiana e al tessuto economico.
A proposito… Il progetto di legge sul software libero che sembrava ormai prossimo all’approvazione prima dell’estate sembra ormai finito in congelatore. Non sarebbe anche questo un bel segnale per l’innovazione in Lombardia?

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