Riparatori di giustizia

17 novembre 2011 di fabio pizzul

Bel titolo per un bel convegno cui ho partecipato nei giorni scorsi.
Si parlava di educazione alla legalità contro tutte le mafie. Promotori Banca Etica, Fiba, la federazione dei bancari della CISL, e Siulp, il sindacato di polizia della stessa CISL.
Una sorta di esortazione civile per suscitare energie, memoria e responsabilità sociale contro le mafie.
Significativa la presenza dell’assessore al bilancio di Regione Lombardia Colozzi e del vice sindaco di Milano Guida.

“Il primo passaggio per l’educazione alla legalità è l’esempio. Ogni volta che un, pur nobile, interesse personale viene prima del rispetto della legge si apre un varco per la criminalità organizzata. Il rispetto della legge viene prima di ogni gioco o schema politico. Quella della legalità è una scelta che ciascuno di noi può fare quotidianamente” (Umberto Ambrosoli).

“La mafia vuole il vostro cuore, non i vostri soldi. La mafia toglie respiro, libertà, dignità. Se non si capisce questo non si capisce nulla della mafia. Il problema più serio sono i nostri giovani: ormai la mafia è in mezzo a noi, anche al Nord. I nostri giovani non hanno più futuro, se non ritorniamo a guardare ai giovani siamo noi, è la politica a non avere futuro. E’ finito il tempo dei convegni e delle parole, dobbiamo passare al tempo delle proposte operative, che ci devono vedere impegnati nel nome dei nostri figli. Le donne hanno un ruolo fondamentale in questa partita. Le banche aiutino i giovani scommettendo sul loro futuro. Faccio un appello al presidente Monti: azzerate i mutui e togliete le ipoteche sui beni confiscati alla mafia” (padre Antonio Garau, s.j.).

Bisogna creare un pool sociale contro le mafie. La legalità non è un concetto elastico e conviene anche dal punto di vista economico, soprattutto in questo terribile periodo di crisi” (Battista Villa, presidente Centro Studi Sociali contro le mafie Progetto San Francesco).

Regione Lombardia dall’inizio del 2011 si è dotata di due leggi regionali sull’educazione alla legalità e sul contrasto alla criminalità organizzata e di una legge che regolamenta gli appalti. Buone leggi che vanno però ora fatte funzionare e, soprattutto, finanziate. La presenza dell’assessore Colozzi al convegno è stato un segnale di grande sensibilità, ora aspettiamo anche qualche tangibile segnale di impegno economico. Anche in tempo di crisi è possibile e necessario investire sull’educazione alla legalità e, dunque, sul futuro.

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