La difficile carità

31 ottobre 2011 di fabio pizzul

Dati allarmanti e una domanda di fondo.
Sono alcuni degli elementi emersi questa mattina durante la presentazione della decima edizione dell’Osservatorio sulla povertà promosso da Caritas Ambrosiana.
I dati, raccolti nel volume “La difficile carità”, riguardano le famiglie fragili e i soggetti a rischio povertà che sono aumentati sensibilmente con l’arrivo della crisi.
La domanda di fondo è: perché ci si deve rassegnare a un numero sempre maggiore di persone e famiglie che scivolano verso la soglia della povertà?
In questa situazione difficile, spero che Regione Lombardia non lasci cadere la proposta del Reddito Minimo di Autonomia che le Caritas lombarde hanno lanciato prima dell’estate.

IL MIO VIDEOCOMMENTO

Nel 2010 si sono rivolti ai Centri di ascolto e ai servizi di Caritas Ambrosiana 17.610 persone. Il 64% erano donne, il 73,6% stranieri.
Più di un terzo degli interessati ha meno di 35 anni e può quindi essare considerato giovane.
Il 63% di coloro che si rivolgono alla Caritas è senza lavoro, ma cresce anche la quota di coloro che hanno un’occupazione full time fino a toccare quota 7,7%, il part time si assesta al 9,7%. Anche chi lavora, dunque, non è al riparo dalla povertà.
Cala in percentuale il numero di coloro che chiedono lavoro (59,4%), mentre cresce la richiesta di beni e servizi (30%).
Sulla base di questi dati che ho voluto solo sommariamente accennare, emerge con evidenza un elemento con cui abbiamo già avuto modo di confrontarci altre volte: la ricchezza è distribuita in modo sempre più diseguale (a Milano il 49% delle disponibilità è nelle mani del 10% della popolazione). A questo bisogna aggiungere il fatto che, se i poveri in Lombardia sono in oercentuale meno che in altre parti d’Italia, questi “malcapitati” qui da noi rischiano di stare peggio che altrove.
In Lombardia si spende molto per il sostegno alla povertà, ma si ha l’impressione che manchi uno strumento flessibile per intervenire non sui singoli problemi ma prendendosi carico delle persone in condizione di povertà per tentare di accompagnarle in un percorso di maggiore autonomia economica e, dunque, sociale. Torna in questo senso di grande attualità la proposta del Reddito Minimo di Autonomia presentata lo scorso giugno dalla Delegazione delle Caritas Lombarde.
L’assessore alla Famiglia e alla Solidarietà Sociale Boscagli, di fronte a una mia mozione sul tema, si era impegnato a mettere a confronto le diverse proposte sul tema della povertà che giungessero a Regione Lombardia. A mesi di distanza non se ne è fatto ancora nulla. Colgo l’occasione della presentazione dell’Osservatorio delle povertà per lanciare un nuovo appello affinchè una proposta come quella delle Caritas non venga lasciata cadere nel vuoto.

Una sintesi dei dati del Rapprto povertà 2011

Un commento su “La difficile carità

  1. Poppy

    (SENAES), ????? ???? ???? (MMA) ? ????? ??? ?????? (FUNASA). SOURCE: caritas.org.br ????????? Comente1riosanderson ?? ????? ? ?? ??? ???? ????? ??? 20 ???? ????

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