A ben guardare, sotto le magliette…

27 settembre 2011 di fabio pizzul

Ieri pomeriggio al Pirellone il PD ha incontrato le parti sociali della Lombardia alla presenza del vice segretario nazionale Enrico Letta.
Nelle oltre tre ore dell’incontro si è parlato dei problemi concreti del lavoro, delle imprese, dei cittadini lombardi. Non solo lamentele, ma osservazioni e proposte precise per tentare di invertire la china che vede la Lombardia scendere nel suo prestigio e nella sua posizione nell’economia europea e mondiale. Che cosa è comparso oggi sui giornali di questo, mi pare, interessante dibattito? Poco o nulla.
Evidentemente preferiscono le magliette, ma sotto le magliette…
C’è anche dell’altro e non quello che vorrebbero i paparazzi.
Personalmente non mi posso lamentare dei media, visto che un po’ di spazio riesco ad ottenerlo, ma dobbiamo dirci molto onestamente che non è facile oggi far parlare di sè affrontando temi seri e di prospettiva. Quelli che, forse, sarebbero più utili per il Paese in questo momento di smarrimento.
Provo a riassumere rapidamente alcuni degli spunti emersi ieri. Forse a qualcuno interessano.

Cito solo alcune delle sottolineature emerse dai rappresentanti delle imprese e dei sindacati:
– individuare i settori produttivi strategici su cui puntare per un intervento concreto della regione
– scommettere su green economy, biotecnologie… (settori innovativi)
– accompagnare i comuni in una nuova governance per mettere in comune più servizi possibile
– andare oltre gli ammortizzatori sociali con qualche politica attiva di re-inserimento (riproporli tali e quali dopo 3 anni non fa onore alla Lombardia)
– sostenere il credito alle medio piccole imprese (continuare a puntare sui Confidi)
– avere il coraggio di scelte strutturali e lungimiranti
– intervenire sul costo dell’energia (30% più cara che altrove in EU), perché questo frena l’attrattività per le imprese
– restare agganciati ai 4 motori dell’Europa sfruttando l’occasione di Expo
– rilegittimare la classe politica: il suo discredito è un problema per tutti
– rilanciare il Patto di Stabilità territoriale che può consentire ai comuni di liberare risorse per investimenti
– rivedere il mix strategico delle imprese, abbiamo troppe imprese in settori fermi che non cresceranno

Tanti punti, forse anche troppo sintetici e difficili da capire fino in fondo per chi non è un addetto ai lavori. Mi pare però testimonino la volontà di collaborare a far sì che la Lombardia non si fermi di fronte alla crisi.

Mi permetto di sintetizzare anche alcune delle conclusioni di Enrico letta:
– c’è bisogno di guide politiche che guidino davvero e non siano distratte o assenti
– è necessario utilizzare il linguaggio della verità: l’Italia rischia di essere sempre più marginale e trascurata dalle aziende internazionali
– superare la logica della spartizione tra tante piccole “bandierine” di settore o di corrente: sarebbe bene indirizzare tutte le risorse disponibili su poche scelte forte e strategiche (no alla logica dell’accontentare tutti, soprattutto se amici)
– alcune questioni urgenti: riforma fiscale, riforma istituzionale (no a duplicazioni), costo del lavoro (per le aziende non può essere più conveniente quello precario di quello stabile), infrastrutture (anche in questo caso devono essere individuate poche priorità e non promettere tutto a tutti), tenere d’occhio debito e crescita senza limitarsi al controllo del deficit (ormai non basta, i mercati lo hanno detto chiaramente)…

Un elenco, sicuramente incompleto, che dice però come non sia vero che in politica regna solo la confusione e l’afasia.
L’unico modo per riacciuffare per i capelli un po’ di speranza nel futuro è tornare a ragionare di questioni concrete e di proposte.
Ieri pomeriggio al Pirellone mi sembra che ci si sia messi proprio in quest’ottica.
I giornali non l’hanno raccontato. Pazienza.
Ogni occasione per rinsaldare i rapporti (sani) tra politica e operatori sociali ed economici è preziosa per tornare a seminare un po’ di fiducia, bene raro e prezioso come non mai.

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