Non nominare invano il nome della Lombardia

12 settembre 2011 di fabio pizzul

Gent.le Sig.na,
nell’ambito di un programma in linea con le esigenze di nuove figure professionali emergenti nel settore dell’occupazione della Regione Lombardia…

Inizia così una lettera inviata a giovani diplomate da un’agenzia che si occupa di selezionare ragazze per “offrir” loro un’opportunità formativa di avviamento al lavoro come hostess.
Una delle tante proposte che si concretizzano, per lo più, in corsi a pagamento che non garantiscono nulla se non la possibilità di avere eventuali colloqui con tour operator che patrocinano l’iniziativa.
Ogni opportunità di formazione può essere positiva, ma il disinvolto utilizzo del nome di Regione Lombardia (con tanto di maiuscole) mi pare rischi di essere unicamente uno specchietto per le allodole non giustificato.
Ho perlustrato anche il sito Internet della suddetta agenzia e non mi sono imbattuto in alcun riferimento alla regione e men che meno in un suo logo. Questo non può significare altro che l’agenzia ha inteso evocare un inesistente legame con la Lombardia.
Permettetemi un unico commento: le istituzioni non si trattano così. Se poi l’obiettivo è quello di spillar soldi alla gente… La cosa diventa sgradevole e scorretta, al punto che Regione Lombardia potrebbe anche considerarsi parte lesa e prendere provvedimenti di auto tutela.
Segnalerò la faccenda a chi si occupa di formazione in Giunta regionale.

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