Tour nelle carceri lombarde 5: Brescia

22 agosto 2011 di fabio pizzul

Carcere di Canton Mombello a Brescia

Dopo la positiva parentesi di Bollate, con Brescia rientriamo nello standard che purtroppo caratterizza la maggior parte delle carceri di Lombardia.

Anche qui, però, con luci e ombre e, come al solito, un indefesso impegno di chi lavora che, andando spesso ben al di là di quanto richiesto, garantisce un minimo di vivibilità in strutture che, come nel caso del carcere di Canton Mombello, meriterebbero solo di essere abbattute e ricostruite altrove.

Diversa è l’esperienza del carcere di Verziano che, soprattutto grazie ai piccoli numeri, rappresenta una vera e propria oasi di dignità. Canton Mombello è sito nel centro di Brescia ed è casa circondariale, il che significa che la stragrande maggioranza dei detenuti attende ancora un giudizio definitivo. I numeri non lasciano spazio all’illusione di poter in qualche modo imitare il nuon esempio di Bollate: al 9 agosto i detenuti erano 509 a fronte di una capienza massima di 298. La direttrice non lamenta drammatiche carenze di organico per gli agenti penitenziari che sono costretti però a lavorare in condizioni strutturali difficili, nelle quali il primo obiettivo diventa necessariamente quello di garantire un  minimo di dignità a detenuti che sono costretti a vivere anche in 6 in 7/8 metri quadri. In questi giorni di gran caldo provate a pensare che cosa questo possa comportare.
La struttura risale ai primi del ‘900 e mancano i fondi per qualsiasi intervento di ristrutturazione. Per la stessa manutenzione ordinaria le risorse sono assolutamente insufficienti: se dovesse anche semplicemente rompersi un tubo dell’acqua sarebbe difficile poter pagare l’intervento di un idraulico.
Non è possibile garantire lavoro esterno ai detenuti e solo 40 persone a turno riescono ad essere impiegate in lavori interni (il budget annuale per gli “stipendi” è di 9000 €) che garantiscono la possibilità di guadagnare qualche decina di euro al mese anche a chi è completamente privo di risorse proprie.
La buona volontà di dirigenti e operatori ha permesso qualche piccolo ma significativo miglioramente: negli ultimi mesi, ad esempio, è stata rinnovata l’area dei colloqui che ora si svolgono in condizioni sicuramente positive.
L’urgenza è però rappresentata dalla gestione ordinaria quotidiana. La principale esigenza del carcere di Canton Mombello è ora quella di trovare lenzuola: non ci sono soldi per comprarne e ci si deve affidare alla generosità di qualche privato. Per fortuna il garante provinciale ne ha procurate recentemenete circa 400, ma non basteranno per molto.

Molto diversa, per fortuna, la situazione del carcere periferico di Verziano, una casa di reclusione che ospita pertanto detenuti che devono scontare una pena ormai definitiva. La struttura riasle agli anni ’80, ma richiede urgenti lavori di ristrutturazione (fino a qualche settimana fa pioveva in molti dei corridoi). A proposito, varrà la pena di essere molto rigorosi nella verifica degli appalti e dei lavori delle nuove strutture che il Piano Carceri prevede vengano costruite nei prossimi due anni (Tremonti permettendo).
A Verziano i detenuti sono 127 e i 78 agenti possono tranquillamente gestirli nonostante qualche buco nell’organico previsto.
Due sono gli educatori e solo 1 l’agente di rete (che può offrire solo 6 ore di lavoro alla settimana). Quest’ultima è una figura molto importante, perché si deve occupare della rete dei rapporti con il territorio per permettere un graduale reinserimento nella vita civile. Sei ore alla settimana non bastano e c’è da sperare che possano essere aumentate, in questo sensa va un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale nello scorso mese di luglio. Il problema, non solo per Verziano, è ora quello di trovare le risorse per pagare un eventuale maggior impegno di questi agenti di rete.
Il grosso problema del carcere bresciano è il lavoro. Attualmente una sola detenuta è impiegata nella cooperativa interna Carpe Diema che fino a qualche anno fa riusciva a garantire anche 10 posti di lavoro. La speranza è che possano arrivare nuove commesse per la cooperativa e che possano aprirsi anche possibilità di lavoro esterno per i detenuti. La crisi economica non aiuta; le imprese fanno fatica a sopravvivere, figurarsi se metteno in cantiere l’ipotesi di dare lavoro a un detenuto…
In quella che potremmo definire isoletta felice di Verziano manca dunque il lavoro e c’è da sottolineare anche il fatto che c’è una copertura ambulatoriale di sole 12 ore. se un detenuto sta male nel resto della giornata deve intervenire il 118 con tutti i problemi di custodia che questo comporta.

2 commenti su “Tour nelle carceri lombarde 5: Brescia

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