Perché un voto di astensione?

29 luglio 2011 di fabio pizzul

Quando si legge di un’astensione c’è sempre il dubbio, più o meno esplicitato, che si tratti di una scelta poco chiara.
Provo a spiegare brevemente perché il PD ha scelto questa strada nella votazione finale della legge sui parchi.
E perché Formigoni…

Premetto che personalmente nel breve (troppo?) dibattito interno che ha preceduto il voto mi sono espresso per un voto negativo, soprattutto in considerazione del fatto che, nonostante i netti miglioramenti, è una legge nata male (dal milleproroghe e dalla volontà della Giunta di infarcirla di altre norme discutibili) che pone in discussione il modello fin qui utilizzato per la gestione dei parchi e rischia di far sì che i comuni, non obbligati a far parte dei consorzi, possano tirare i remi in barca, soprattutto in termini di finanziamenti.
Mi sono poi però convinto che l’astensione sia stata la scelta migliore. Vi spiego perché.
Prima di tutto per rispetto del grande lavoro fatto in commissione dai colleghi e dai tecnici che in oltre nove mesi di lavoro sono riusciti a svuotare la legge di gran parte degli elementi critici che conteneva (dalla modifica dei confini alle possibili deroghe per opere di pubblico interesse alla scelta del rappresentante – commissario? – della regione tra esponenti del territorio).
In secondo luogo, l’astesione è stata un segnale anche nei confronti della maggioranza e dell’assessore Colucci che hanno voluto trattare (qualcuno dice “calare le braghe”) in un modo per molti versi sorprendente. Lo stesso capogruppo del Pdl Valentini, nel suo intervento in aula, ha voluto sottolineare come il segnale dell’astenzione non è passato inosservato e che è una buona premessa per la discussione della legge di riordino globale della normativa sui parchi che dovrà essere portata in consiglio entro i prossimi sei mesi sulla base di una risoluzione approvata all’unanimità dal consiglio stesso.
Per i motivi che ho brevemente illustrato, penso che l’astensione sia stata una scelta corretta.
Aspettiamo ora al varco la maggioranza (data ultima 28 gennaio 2012) per poter discutere la nuova legge di riordino dei parchi: dopo 28 anni e 15 modifiche la buona legge 86 del 1983 ha bisogno di un tagliando. L’obiettivo deve essere però quello di rilanciare i parchi evitando ogni rischio di disimpegno dei comuni e di strapotere della regione.

P.S.
Sono un po’ infastidito per l’atteggiamento del presidente Formigoni. Oggi sui giornali rilascia dichiarazioni riguardo il buon lavoro fatto per la legge sui parchi e si fa bello per il fatto che la regione così si pone, come sempre, all’avanguardia. Ieri il presidente non era in aula per un impegno “istituzionale”: l’incontro con il neo responsabile del Pdl Angelino Alfano. Almeno la decenza di tacere.

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