Il crocifisso in regione: una vittoria leghista?

22 luglio 2011 di fabio pizzul

La commissione cultura del consiglio regionale ha approvato oggi il disegno di legge che prevede l’esposizione del crocifisso in tutti gli stabili di Regione Lombardia. Nonostante le insistenze del Partito Democratico e il parere critico del servizio assistenza legislativa e legale del Consiglio, che hanno sottolineato i possibili problemi di costituzionalità e la non competenza legislativa della regione in questa materia (riservata dall’art. 117 della Costituzione allo Stato), Lega e Pdl hanno voluto approvare una legge che prevede che la Regione stanzi 2500 (duemilacinquecento) Euro per l’acquisto di crocifissi da esporre in tutti gli stabili di proprietà della regione. L’obiettivo, si legge nel testo, è di “riconoscere i valori storico-culturali e sociali e le radici giudaico-cristiane” di Regione Lombardia.

Il fatto di vedere il crocifisso sui muri della regione personalmente non può che farmi piacere, ma le modalità con cui si è voluto raggiungere questo obiettivo rischiano di non essere compatibili e coerenti con le funzioni del consiglio regionale.

Sbaglierò, ma la strumentalizzazione del crocifisso, l’ostentazione simbolica dello stesso e l’assoluta noncuranza dei possibili problemi istituzionali mi mettono una grande tristezza. Con la sanzione della necessità di esporre un simbolo religioso (hanno almeno tolto la parola obbligo) che fine ha fatto la laicità dello Stato che è garanzia per tutti di poter liberamente esprimere le proprie convinzioni?

Sottolineando che la regione ha il diritto di esporre ciò che vuole nei suoi locali, come avviene per la Rosa Camuna o altri simboli civili, la Lega ha inteso promuovere la presenza del crocifisso come simbolo laico di fratellanza e tolleranza, spogliandolo di gran parte del suo significato religioso e identificandolo come simbolo identitario e tradizionale. Per un credente è accettabile un’operazione di questo tipo?

La sensazione è che ci sia stata una pervicace volontà di approvare una legge non necessaria, e forse anche al di fuori delle competenze della regione, unicamente per marcare una primogenitura nella difesa di valori che andrebbero vissuti più che solamente proclamati e che non possono certo essere promossi con la semplice esposizione di quello che la legge rischia di trasformare in un semplice elemento di arredo.  Va anche sottolineato come non sia necessaria una legge regionale per prevedere l’esposizione del crocifisso nei locali della regione, sarebbe bastata una circolare della Giunta o della Presidenza del Consiglio , che evidentemente non avrebbe però avuto lo stesso valore mediatico.
Al di là del fatto che l’esposizione del crocifisso non faccia del male a nessuno, rimangono tutti i dubbi relativamente allo strumento e alla modalità scelte per portare a casa questo risultato: fin qui lo Stato ha sempre agito con disposizioni regolamentari e il fatto che in Lombardia si sia scelto lo strumento della legge crea più di un dubbio riguardo alla cultura istituzionale, al rispetto delle competenze, al riconoscimento della laicità dello Stato e alla effettiva volontà di rispettare il crocifisso più che di condurre una battaglia ideologico politica. Lo stesso inserimento della frase “radici giudaico-cristiane” (della Lombardia!) nell’articolo 1 della legge è una spia di queste possibili derive.

Il Pd ha votato contro al provvedimento in commissione per sottolineare il disagio rispetto alla scarsa attenzione ai possibili problemi costituzionali e istituzionali e per evidenziare come una generica definizione del crocifisso come simbolo storico-culturale rischi di depotenziarne il significato e di trasformarlo in una sorta di suppellettile legato a una tradizione che non si è in grado o non si vuole rendere attuale con l’unica cosa che davvero conta, ovvero la testimonianza concreta dei valori che il crocifisso porta con sé e che, ci sia consentito di ribadirlo, non sempre mi sembra siano stati presenti nella storia della Lega.

Per ulteriori (sconsolate) riflessioni, cliccate qui:
Crocifisso:  simbolo che interroga e inquieta o suppellettile identitaria?

10 commenti su “Il crocifisso in regione: una vittoria leghista?

  1. Marco

    La bassezza del PD e il suo calcolo politica stanno arrivando a livelli vergognosi!
    lei si dichiara cattolico, giusto? E’ ha votato contro una legge che mette il crocifisso nei luoghi pubblici!!!!!!!!!!
    Capisco che non ne condivide le motivazioni, ma da qui a votare contro l’esposizione del crocifisso c’è un abisso!!!!
    Ma non si vergogna? Lei da cattolico ha chiesto che NON venga esposto il crocifisso!!!!!!!!!!!!!
    Ora si capisce anche perchè i cattolici del PD difendono un anticattolico come Pisapia, che si muove contro la vita e contro la famiglia: le idee politiche di pisapia, le sue proposte di legge, sono quanto di più lontano ci sia dal cattolicesimo, ma evidentemente per i cattolici adulti del PD questo non è un problema, si tace su temi spinosi per i cattolici e si va avanti…
    Complimenti!
    Grazie per difendere quello in cui crediamo!!
    Grazie Pizzul per sostenere chi fa a pezzi (con le leggi) la famiglia e la vita!
    Del resto se Pisapia è un santo e la Lega (pur spesso criticabile) il nemico, si capisce quanto lei sia un cattolico impegnato in politica.
    E’ impegnato in politica, ma non dica che lavora per la difesa del cattolicesimo!!!!

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  2. Marco

    Mi piacerebbe un commento di Pizzul sulla posizione del PD rispetto alla legge sull’eutanasia. Il suo partito (tranne 13 deputati) ha votato in massa contro la legge proposta pochi giorni fa in parlamento; tale legge impedisce di fatto l’eutanasia.
    Da cattolico come commenta Pizzul la posizione totalmente anticattolica della gran parte del suo partito, compresa la cattolica adulta Rosy Bindi?
    Condivide la possibilità di lasciare libertà alle persone per decidere se vivere o morire?
    Non si vergogna che più di 100 deputati del PD promulgherebbero una legge che permetta l’eutanasia?
    Tutto questo è proprio sintomo di una società allo sbando!!!!

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  3. giordano

    Anch’io ti esprimo la mia condivisione sulla tua scelta e anche la stima e l’immutato apprezzamento per un atteggiamento equilibrato e serio nei confronti di temi sui quali, se uno li ritiene importanti e fondamentali nella propria vita, non è disposto a consentire che vengano strumentalizzati a piacimento a secondo della convenienza propagandistica od elettorale.

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  4. Loris

    i primi due commenti qui sopra si commentano da soli, se uno dicesse “Formigoni e i ciellini mafiosi che occupano militarmente la sanità lombarda dovrebbero vergognasi di professarsi cristiani” come reagirebbero questi poveri crociati dell’insipienza…?

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  5. Marco

    Invece essere d’accordo su leggi che favoriscono aborto ed eutanasia (come tutto il PD ha fatto in parlamento)è un atteggiamento equilibrato e serio e sono temi che possono essere usati a piacimento?
    Se il cristianesimo è questo, non lamentiamoci delle deriva della società!!!!

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  6. Loris

    io non mi lamento scioccamente della “deriva della società”, credendo nella Provvidenza sarebbe un controsenso (o un peccato contro lo Spirito santo (cioè “quello che non può essere perdonato”)?

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  7. Giuseppe

    Gentile dott. Pizzul ieri sono sucite dichiarazioni quantomeno imbarazzanti rispetto alle coppie di fatto a Milano e al registro che saraà attivato in autunno

    «La passata amministrazione ha attivato un bando destinato alle giovani coppie per finanziare con cinquemila euro l’acquisto della prima casa. Benissimo. Credo però che bandi come questo in futuro debbano essere aperti a tutte le coppie. Sposate e non. Etero e non» (P.Majorino, PD)

    Io ho votato Pisapia, ma sinceramente mi sono già pentito.
    Questa proposta è una delle peggiori idee per eliminare quei pochi finanziamenti che sostenevano le famiglie; e poi così vengono messi sullo stesso piano coppie gay, che non possono “generare” nulla e famiglie, che invece col loro amore ed enormi sacrifici mettono al mondo dei figli.
    Dott. Pizzul, io condivido la sua posizione sul crocifisso, ma rispetto a questa proposta sulle coppie di fatto è argomento di poco conto.
    Non può in qualche modo intervenire per fermare questa idea pazzesca che è quanto di più lontano ci sia dalla nostra concezione cattolica di famiglia?

    Io confido in lei. Non mi faccia rimpiangere, come cattolico, di aver votato Pisapia

    Giuseppe

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  8. Fabio Pizzul

    Mi risulta che, al di là delle dichiarazioni a mezzo stampa, la questione delle coppie di fatto verrà affrontata con molta prudenza. Il riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto non deve mettere in discussione il sostegno alla famiglia che andrà declinato anche sul fronte delle tariffe comunali.
    Quello toccato è sicuramente un tema delicato, non va però trascurato il fatto che, ci piaccia o no, la situazione delle “famiglie” a Milano è cambiata in modo tumultuoso.
    Pienamente d’accordo sulla generatività che va sostenuta, tutelata e promossa.
    Ribadisco, al di là delle dichiarazioni a mezzo stampa, attendiamo i fatti.

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  9. Giuseppe

    Gentile Dottore, spero che lei abbia ragione, che siano solo dichiarazioni.

    Ciò che mi preoccupa è la “matematica”: se le risorse sono pari a X, se ai bandi possono accedere più coppie, anche gay, evidentemente le risorse a disposizione delle famiglie diminuiscono.
    E purtroppo si vedrebbe accedere alle poche risorse anche coppie, come quelle omosessuali, le quali non contribuiscono a mettere al mondo figli nè a generare.
    E in un momento così difficile per le famiglie, queste iniziative, se verranno confermate, mi sembrano fuori luogo per due motivi:
    1) tolgono risorse alle famiglie che generano; a meno di aumentare le risorse, ma in un momento di drastici tagli mi sembra poco plausibile…
    2) mettono sullo stesso piano la famiglia e le coppie omosessuali. Questo, dal punto di vista cattolico, è una cosa inaccettabile perchè appiattisce tutti i valori, dice che siamo tutti uguali, che tutto è uguale purchè non si leda la libertà degli altri.

    Spero vivamente che, come dice lei, i fatti siano ben diversi dai proclami.
    Anche perchè se venisse approvata una proposta così, mi vergognerei veramente tantissimo di aver sostenuto Pisapia.
    Sono sinceramente molto molto preoccupato.
    Purtroppo mi sembra che il vento abbia già cominciato a soffiare in una strana direzione, anche se spero di sbagliarmi completamente.

    Spero che lei, anche se in Regione, e i cattolici della maggioranza comunale possiate far sentire con forza le ragioni di noi cattolici e difenderle in ogni modo.

    un saluto

    Giuseppe

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