La piazza di tutti i milanesi

31 maggio 2011 di fabio pizzul

Gran bella piazza ieri sera a Milano. Una piazza Duomo come raramente si era vista negli ultimi anni. Tanta gente (plausibilmente tra i 60 e gli 80mila), molti sorrisi, una bella aria di festa senza polemiche e con la sensazione di aver tutti contribuito a un risultato solo qualche settimana fa impensabile: l’elezione di Giuliano Pisapia a sindaco di Milano. La festa, tra poco, lascerà spazio alla necessità di non deludere le attese. E’ il difficile compito che i cittadini milanesi hanno consegnato nelle mani del nuovo sindaco che ieri appariva un po’ intimidito e travolto da tutto quanto lo stava avvolgendo. E’ bene essere timidi davanti allo spettacolo di folla offerto ieri da piazza del Duomo, ma la timidezza deve fermarsi lì. Pisapia deve continuare con il profilo tenuto fin qui: grande capacità di ascolto, voglia di tenere assieme i diversi, rapporti franchi e cordiali con i partiti che lo hanno sostenuto. Che cosa chiedono i milanesi? Un cambio di passo. Un’amministrazione meno chiusa a Palazzo Marino. Una squadra di persone vere e credibili, senza i pesi e contrappesi tipici di una certa politica. Milano merita questo. Auguri, Giuliano. Un grazie per la straordinaria corsa di questi mesi e una promessa: non permetteremo che il nuovo sindaco di Milano sia “sequestrato” da una parte. Inizieranno ora i giorni delle trattative e delle alchimie per la formazione della Giunta, li si deve affrontare senza perdere lo spirito civico di questi mesi. Giuliano Pisapia nasce come sindaco della città (di tutta la città) e tale deve rimanere.

Vi consegno, oltre alla foto, altre due immagini della piazza di ieri sera.
Al centro tantissimi giovani, ai lati, quasi a volersi gustare lo spettacolo con un po’ di pudore, i cittadini più attempati. Una metafora per quello che deve essere la Milano dei prossimi anni, una città capace di mettere al centro chi può costruire il futuro.
Mentre la gente lasciva la piazza, una signora in bicicletta risaliva la corrente. Milly Moratti, la cognata questa volta vincente. Poteva essere sul palco a godersi la vittoria, era invece in piazza a raccogliere bottiglie e rifiuti. Una bella immagine della Milano che ha bisogno del piccolo contributo di tutti per essere pulita e tornare grande.

Un’ultima notazione. La piazza di ieri, per una casuale e strana associazione di idee, mi ha ricordato la piazza della beatificazione di don Gnocchi. Non voglio mescolare il sacro con il profano, ma l’aria era la stessa, quella di una città fatta di persone che scelgono di partecipare, di stare assieme e di offrire il proprio contributo perché tutti si stia un po’ meglio. Speriamo non sia solo un sogno ad occhi aperti.

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