Pisapia e la fiducia dei cattolici. Da dove partire.

20 maggio 2011 di fabio pizzul

«I nostri elettori si sono fidati di queste persone perché sanno che cosa rappresentano e che esperienza e valori portano. Servono però da parte di Pisapia dei segnali sui contenuti e sulla squadra, in modo da poter rassicurare i nostri elettori».
Questa e altre mie dichiarazioni al Corriere della Sera (clicca qui per l’articolo) stanno suscitando molta apprensione all’interno dello schieramento che sostiene la candidatura di Giuliano Pisapia a sindaco di Milano. Non spetta naturalmente al sottoscritto fare l’esegesi delle mie parole, ma mi premeva precisare alcuni aspetti della riflessione che è stata rilanciata dal Corsera.
Prima di tutto, non è in discussione l’appoggio mio e dei cattolici vicini al PD a Giuliano Pisapia. Vogliamo essere ancora più chiari? Non è in discussione l’appoggio a Giuliano Pisapia che ci auguriamo con tutto il cuore che possa essere il nuovo sindaco di Milano.Le mie dichiarazioni possono essere lette su un duplice versante: da un lato, l’invito a non sottovalutare l’apporto cattolico all’inaspettata affermazione del candidato del centro sinistra al primo turno (basta guardare alle preferenze espresse), dall’altro la chiara e conseguente affermazione che Pisapia non è unicamente espressione della sinistra radicale, ma ha saputo ascoltare e rappresentare una larga fetta di città.
Serviva proprio proclamare a mezzo stampa, a rischio di suscitare allarme, questa voglia di esserci da parte dei cattolici?
Come ogni scelta, anche questa rientra nel campo dell’opinabile, ma provo a motivarla.
Sussurrare all’orecchio di Pisapia o dei suoi collaboratori che sarebbe stato opportuno dire qualcosa di cattolico non avrebbe avuto lo stesso significato e lo stesso effetto. A forza di dare per scontate le cose si rischia di non riconoscerle più e di lasciare campo libero a chi tenta di convincere i milanesi che Palazzo Marino potrebbe diventare come il Leoncavallo. Riconoscere e riaffermare il ruolo attivo e significativo del mondo cattolico nella corsa che tenta di portare Pisapia in piazza della Scala diventa allora strategico, perché  solo nella compiuta ricomposizione tra le diverse culture che hanno fatto grande Milano questa città potrà ripartire davvero.
Da troppo tempo la metropoli lombarda è bloccata da un sistema ingessato che perpetua abitudini e schemi che non hanno saputo rendere ragione delle ricchezze della città. In questo clima, la voce e il contributo dei cattolici ambrosiani (fatte salve alcune realtà ben inserite nel centro-destra) è stato sempre considerato un elemento quasi decorativo della città, di fatto incapace di entrare realmente in dialogo con un’amministrazione che si è sempre rivolta al mondo cattolico con gli occhi dolci e la voce flautata, ma si è anche sempre fatta gli affari suoi. Dando retta a preti e parrocchie solo quando potevano fare in qualche modo comodo o immagine.
Pisapia può garantire un cambiamento di questa situazione? Sono convinto di sì e bisogna dirlo apertamente esplicitando che la sua Milano non sarà una città in mano alla sinistra, ma una città in cui tutti verranno ascoltati e valorizzati per quanto sono in grado di offrire.  Le dichiarazioni di Pisapia riguardo la necessità di porre fine alla spartizione partitocratica degli assessorati mi sembrano in questo senso molto significative. Il mondo cattolico non farà eccezione e verrà valorizzato per quanto di buono e di utile saprà offrire allo sviluppo di una città che finalmente potrà liberare le sue energie.
Milano ha vissuto gli ultimi anni ingabbiata dalla paura (alimentata più o meno consapevolmente). E’ ora di passare oltre e di dire che o ci si muove o rischiamo di guardare solo da lontano, da molto lontano le altre città d’Europa e del mondo. In questa sfida c’è spazio per tutti coloro che vorranno essere protagonisti, cattolici in prima fila, purché non rimangano ancorati a un passato che non c’è più.
Avete paura di una prospettiva di questo tipo?
Allora probabilmente avete votato per la Moratti 😉

6 commenti su “Pisapia e la fiducia dei cattolici. Da dove partire.

  1. Francesca

    Se non è in discussione il vostro appoggio, non discutetelo dando suggerimenti al limite del presuntuoso. Non è il momento di dare il fianco alla Moratti. Grazie.

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  2. Francesca

    “non sarà una città in mano alla sinistra” è una frase tipica morattian-berlusconiana; strano, neh? alle parole bisognerebbe stare attenti, per un città di tutti, non solo dei cattolici; io li rispetto, voi rispettate gli altri, però.

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  3. Riccardo

    Concordo pienamente con te, Fabio. Leggendo l’articolo del corriere l’ho visto un po’ più allarmistico di quelle che forse sono le tue reali preoccupazioni… ma la questione si pone.
    Sono un educatore di un oratorio brianzolo e sebbene non voti a Milano comprendo pienamente l’importanza di questo voto.
    Credo che se aveste potuto accompagnare Pisapia venerdì pomeriggio in piazza Duomo alla presentazione dell’oratorio feriale avrebbe ben visto quale linfa vitale sia il mondo cattolico, e in particolare gli oratori, per la diocesi ambrosiana e per Milano.
    Io mi fido di Pisapia, che è Milanese. Un po’ meno dei partiti che conoscono meno la città. Penso però che Giuliano si sia reso conto del ruolo che ha avuto Tettamanzi nello slegare l’elettorato cattolico da un appoggio incondizionato al centro-destra.

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  4. Francesca

    Questo sì, viva Tettamanzi, viva Martini, viva Don Andrea Gallo. E tutti i cattolici che mettono il proprio impegno, con dedizione, fede, convinzione, energia e generosità, nella educazione.

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  5. jacopo

    ma perché tanta paura? Mi sembra legittimo dire il proprio punto di vista e farlo lealmente come è stato fatto alla luce del sole…non capisco perché ogni tanto sembra che tutti possano dire la loro, tranne i cattolici che sono di parte e parziali…una posizione laica in senso stretto prevede necessariamente anche l’accoglienza del parere dei cattolici! Sono contento del successo di oggi e mi auguro si possa replicare al ballottaggio; proprio per questo avrei piacere di vedere anche rappresentati i valori in cui credo nella giunta della “svolta”…

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  6. cristina

    rispondo oggi, perchè vedo che alla fine il mondo cattolico diocesano (una parte…ovviamente quella che a me interessa di più) ha scelto di appoggiare Pisapia (come leggo oggi UN CONVINTO SOSTEGNO A PISAPIA).Evviva! La trovo una scelta adeguata al momento.
    Non perchè Pisapia abbia una storia psuedo-cattolica a meno, ma perchè ora sta rappresentando non tutti (impossibile), ma molti di noi. Non mi spaventa se un giorno approverà i DICO,o se dirà dei pensieri suoi su alcune leggi. Ma in ogni caso lui è a MILANO, non legifera per tutta l’Italia: è un amministratore locale. Quindi per ora conta quello che dice su Milano. E a me piace. E poi i modi:e’ rispettoso, è deciso, mi pare ci tenga a Milano e a chiunque viva a Milano migliorandola.
    Ai tempi avevo scelto Boeri, ma se sarà lui a dare un pochino di speranza e a tacitare gli arroganti, coloro che non stanno di certo portando alta la bandiera della moralità e del rispetto, grazie Pisapia!

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