Ultimo chilometro, niente errori!

26 aprile 2011 di fabio pizzul

Dario Franceschini a Carugate con l'attuale sindaco Gravina (ri-candidato) e il suo vice Grimoldi

Mancano meno di tre settimane alle elezioni amministrative. Tutti guardano con estremo interesse alla sfida milanese, ma il territorio è ricco di altre partite interessanti e fondamentali per il prossimo futuro. Come sempre accade, le gare si decidono negli ultimi metri, anche se è importante entrare nell’ultimo chilometro con le condizioni migliori per poter disputare lo sprint mettendo in campo tutte le proprie energie. Un dato sembra assodato: rispetto ad altre consultazioni, anche recenti, ci sono parecchi segnali che dicono come la gara sia aperta. Entrare nell’ultimo chilometro, soprattutto a Milano, senza avere la necessità di inseguire a vari secondi di distanza i propri avversario è già un elemento importante. Si tratta ora di non fare errori. La celebrazione del 25 aprile (ricordando quanto accaduto cinque anni fa) portava con sé più di un’insidia: le cose paiono andate secondo un copione consolidato che non sembra aver danneggiato il candidato del centro sinistra Pisapia. Si tratta ora di continuare a offrire messaggi credibili a una cittadinanza che a più riprese ha dimostrato di non aver gradito l’ondivago e svaporato atteggiamento di una Moratti che vuole mostrarsi vicina ai cittadini, ma non ha mai saputo entrare in sintonia con i milanesi cha abitino al di fuori del quadrilatero della moda.
Anche in molti altri comuni che vanno al voto paiono esserci condizioni positive per un buon risultato del centro sinistra. Si tratta ora di mettere da parte personalismi o ruggini di carattere più o meno personale per guardare al risultato, ovvero all’ottenimento del mandato da parte dei cittadini per amministrare per i prossimi cinque anni.  Più che di politici polemici e litigiosi o di supermen mediatici, i nostri cittadini sanno di aver bisogno di persone con i piedi per terra, credibili, conscie dei propri limiti, ma anche capaci di ascoltare e di mettere in rete tutte le risorse di cui i nostri territori sono capaci.
Entriamo allora nell’ultimo chilometro, teniamoci al riparo dal vento, cerchiamo la ruota giusta e prepariamoci per la zampata finale di una gara che, almeno questa volta, non ci vede nel ruolo dei ritardatari.

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