Il sogno di un’Europa diversa

6 aprile 2011 di fabio pizzul

Il 22 marzo si è riunito a Bruxelles il cosiddetto “Consiglio Europeo ombra”, un’iniziativa per promuovere un Europa federale voluta da Guy Verhofstadt (Presidente del Gruppo ALDE), Daniel Cohn-Bendit (Presidente dei Verdi), Isabelle Durant (Vice-presidente del Parlamento Europeo) e Sandro Gozi, responsabile politiche UE del PD. Hanno sottoscritto l’appello che vi riporto qui sotto anche altri esponenti politici europei tra cui gli italiani Mario Monti, Romano Prodi, Monica Frassoni e Sergio Cofferati.

Oggi più che mai le sfide che affrontiamo sono globali: il cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse e la distruzione dell’ambiente, la regolamentazione economica e finanziaria, la minaccia del nucleare e la sicurezza collettiva, un commercio più equo, la costruzione della pace… In questo nuovo mondo ogni stato europeo è un piccolo stato. Ma abbiamo un vantaggio: abbiamo costruito insieme un’Unione Europea. È una notevole costruzione nella quale gli stati nazione europei, alcuni divisi per tanto tempo da conflitti perenni, hanno deciso di essere “uniti nella diversità” e formare un Commonwealth, una Comunità nel più vero senso della parola. Battendoci per dividere la pace e la prosperità siamo riusciti a lavorare insieme e ad unire le forze, alimentando la prosperità, la democrazia e la riconciliazione sul continente come l’Europa non aveva mai visto nel corso della sua storia. Gli stati nazionali hanno ceduto propri poteri di sovranità alle istituzioni europee al fine di raggiungere obiettivi comuni e una “più stretta” Unione. Sfortunatamente, considerato che le difficilissime sfide di una crisi dai molteplici aspetti chiedono risposte comuni, da delinearsi al livello europeo più alto, troppi politici sono caduti nella tentazione di credere solamente nella salvezza del proprio stato. In un tempo di interdipendenza e di un mondo globalizzato aggrapparsi alle sovranità nazionali e all’intergovernamentalismo non significa solo guerra allo spirito europeo; è anzi un’aggiunta all’impotenza politica. Oggi le cose si stanno muovendo nella direzione opposta, verso una meno vincolante invece che ad una più stretta Unione, verso un’Europa più nazionale invece che meno nazionale. Rigettando lo spirito comunitario, gli stati membri lasciano che interessi nazionali a breve termine offuschino la visione comune. Favoriscono le soluzioni intergovernative rispetto a quelle europee. Quasi sempre al punto di portare alla rottura l’Euro, il simbolo più concreto dell’integrazione europea. Noi ci opponiamo a questa direzione retrograda e reazionaria. L’Europa è stata ancora una volta presa in ostaggio da una coalizione di politici nazionali. È tempo di liberarla. Noi crediamo che questo non è il momento per l’Europa di rallentare su un’ulteriore integrazione ma al contrario di accelerarla. La storia dell’Unione Europea ha provato che più Europa, non meno, è la risposta ai problemi che affrontiamo. Solo con soluzioni europe e un rinnovato spirito europeo saremo in grado di gestire le sfide globali. Il nazionalismo è un’ideologia del passato. Il nostro obiettivo è un’Europa federale e postnazionale, un’Europa dei cittadini. Questo era il sogno per il cui raggiungimento i padri fondatori hanno lavorato così duramente. Questo era il progetto di Altiero Spinelli. Questa è l’Europa che raggiungeremo. Perché questa è l’Europa del futuro.

Mi sembra una bella idea di Europa e delle sue responsabilità.
Quello che stiamo vedendo in questi giorni, purtroppo, va in direzione opposto.

Un commento su “Il sogno di un’Europa diversa

  1. luigi 48

    bene, ma se non lo mettevi in circolazione tu, personalmente non ne sapevo nulla e non mi sento un distratto o un agnostico della politica….

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