La Libia e i profughi sono anche affar nostro

2 aprile 2011 di fabio pizzul

Sulle vicende della guerra in Libia e dei profughi rilancio volentieri uno stimolante comunicato dell’Azione Cattolica della diocesi di Molfetta.

«Le recenti vicende inerenti la crisi libica e i fermenti nord africani e medio orientali in atto, ci spingono ad esprimere alcune riflessioni rispetto alle modalità con cui la comunità internazionale ed in particolare l’Italia, stanno intervenendo in merito.
La sbrigativa risoluzione del conflitto libico con incursioni di tipo militare segna evidentemente una decisa sconfitta della forza della diplomazia nazionale ed internazionale. Ci chiediamo il senso, il valore e la funzionalità di realtà come l’Onu, che dovrebbero fare del dialogo e della capacità di persuasione le armi più efficaci per la reale difesa delle popolazioni civili.
Stiamo assistendo ad una avvilente spersonalizzazione dei profughi tunisini e libici, che hanno messo a rischio la propria vita per raggiungere lidi più sicuri, ridotti ora a problema da palleggiarsi, a ingombro da accettare o rifiutare o trasferire.
Come comunità civile e religiosa chiediamo a gran voce all’Europa ed allo Stato italiano una riconsiderazione della loro presenza in chiave umana, attraverso un’accoglienza dignitosa e solidale.
Dissentiamo da un agire politico che, in nome di forti interessi economici, intrattiene rapporti con governi dittatoriali e irrispettosi dei diritti umani, salvo poi dissociarsene quando ormai è troppo tardi. Vogliamo appartenere ad uno Stato che non tolleri la produzione e la vendita di armi smerciate negli stessi Paesi contro i quali interviene militarmente.
Invitiamo tutte le realtà sociali e di volontariato, che operano nei nostri territori, a farsene carico, condividendo il disagio ed affrontando concretamente l’emergenza umanitaria.
Invitiamo anche  le diocesi del nord Italia, dove più forti emergono le spinte alla chiusura ed al rifiuto di questi fratelli in difficoltà, ad esprimersi decisamente per l’accoglienza.
Siamo consapevoli che il nostro dissenso di cittadini e di cristiani, per non rimanere voce che grida nel deserto, deve tradursi in pressante richiesta ed esercizio di controllo affinché i nostri rappresentanti in Parlamento, a qualsiasi schieramento appartengano, ascoltino le nostre istanze e tengano in debito conto, nelle emergenze come nell’ordinarietà, il peso della nostra posizione, che ha radici evangeliche.
Ci impegniamo come aderenti di Azione Cattolica a promuovere la sensibilizzazione delle coscienze e a vivere gesti concreti di solidarietà, che diano credibilità alla nostra testimonianza».
Parole a tratti dure, ma che ci aiutano a riflettere su quanto sta accadendo.

Un commento su “La Libia e i profughi sono anche affar nostro

  1. Anna Maria Contursi

    dietro l’Ac della diocesi di molfetta per me ci sono dei volti che abbiamo imparato a conoscere nella nostra bellissima vacanza in Puglia l’estate scorsa! ma soprattutto c’è lo spirito di don Tonino Bello che aleggia e che ha saputo “educare” questa diocesi all’accoglienza con l’esempio concreto e quotidiano. Anche con quegli albanesi di cui tu ci hai parlato nel tuo post che vent’anni fa sono arrivati in Italia: molti li hanno considerati intrusi e “mangiapane a tradimento” mentre si sono rivelati imprenditori capaci di dare lavoro a tante persone!

    Replica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *